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Franco Fiorito arrestato e condotto in carcere con l'accusa di peculato e falso

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Franco Fiorito è stato arrestato e condotto in carcere dal nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza per ordine della Procura di Roma. Su 'er Batman' - anche se ad Anagni 'er' non si dice, come ha puntualizzato a Porta a Porta lo stesso capogruppo Pdl - pesa un'accusa di peculato per aver utilizzato i fondi del partito a fini personali e un'altra per calunnia e falso, formulata quest'ultima dalla Procura di Viterbo.

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Se infatti Fiorito è diventato noto all'opinione pubblica per lo scandalo 'delle spese pazze', c'è anche un altro filone di inchiesta che si svolge parallelamente e lo vede coinvolto in quella che è stata ribattezzata la 'faida' del Pdl del Lazio. L'ex capogruppo, infatti, insieme a componenti del coordinamento regionale avrebbe diffuso documenti falsi a fatture gonfiate per screditare altri consiglieri, tra cui il suo successore Francesco Battistoni.

In base agli interrogatori e alla ricostruzione effettuata dagli inquirenti, Fiorito con la collaborazione (smentita dai diretti interessati) di Vincenzo Piso e Alfredo Pallone avrebbe creato una serie di documenti contabili 'taroccati' e dopo una riunione il 12 settembre li avrebbe poi fatti avere alla stampa, con la volontà di dare seguito a una specie di 'operazione pulizia' per denunciare i consiglieri spreconi. In mezzo, un episodio che risale al 18 agosto - prima dell'esplosione della scandalo dei fondi della Regione Lazio - quando proprio Battistoni, stando alla testimonianza resa da Fiorito, si sarebbe recato nell'ufficio di quest'ultimo, dimissionario, e ne sarebbe quindi uscito con due faldoni di documenti.

Sul fatto indagano gli investigatori, ma intanto la Procura di Roma ha ritenuto opportuno tradurre in carcere l'ex capogruppo, evidenziando "il pericolo di fuga e l'inquinamento probatorio". Una decisione duramente criticata dall'avvocato di Fiorito, Carlo Taormina, che ha parlato di "pressioni mediatiche" perché "il capro espiatorio paghi per tutto" e ha evidenziato che "accanto a Fiorito mancano 70 consiglieri", puntualizzando: "Il peculato non è pertinente, quei soldi entrano nelle casse del gruppo che è espressione del partito quindi equiparato a un'associazione privata. Al massimo si può discutere di un'appropriazione indebita". Taormina ha quindi concluso dicendo: "Faremo le nostre rimostranze nelle sedi opportune", ovvero il Tribunale del Riesame, ma intanto Fiorito potrebbe essere interrogato dal giudice già domani.

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E mentre fuori infuria la bagarre, la rete non perdona. "Arrestato Fiorito" è immediatamente balzata in cima alle tendenze su Twitter, con gli utenti scatenati a colpi di battute al vetriolo contro l'ex capogruppo Pdl: "Arrestato Fiorito. Berlusconi telefona in questura: 'Liberatelo, è il nipote di Bud Spencer'", scrive @RickyDalFerro, mentre @robgreg punta il dito sull'abitudine a spendere e spandere per pranzi e cene: "'Arrestato Fiorito' Alimentari e bar romani chiusi per lutto. Gli esercenti: 'Adesso è crisi vera. Almeno dateci un Ferrara'". E @20annifallito invece azzarda: "Arrestato Fiorito, certo che lo stanno proprio prendendo alla larga l'arresto di Berlusconi...".

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