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Funerali vittime di Lampedusa senza bare nè superstiti. Alfano contestato: "Assassini"

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Si è svolta tra le proteste la cerimonia di commemorazione delle 366 vittime del naufragio di Lampedusa dello scorso 3 ottobre, organizzata sul litorale di San Leone ad Agrigento. Presenti ai funerali il vicepremier e segretario del Pdl Angelino Alfano, il ministro della Difesa Mario Mauro e il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge, per quelli che erano stati definiti funerali di Stato ma che sono risolti in una cerimonia irrituale e che si portano dietro una serie di polemiche legate tanto alle modalità con cui sono stati messi in atto, quanto al dibattito pubblico sulla legge Bossi-Fini e sul reato d'immigrazione clandestina.

Il vicepremier Alfano è stato accolto al grido di "Assassini, assassini, basta con la Bossi-Fini": subito dopo la cerimonia è stato costretto a lasciare il molo e portato via dalla security per le durissime contestazioni. Il vicepremier ha reagito agli attacchi dichiarando che "i cosiddetti attivisti che hanno gridato 'assassini' sono quelli che vogliono frontiere libere e scafisti in libertà. Non l’avranno mai vinta, proteggeremo le nostre frontiere salvando le vite umane".

Mancavano i parenti e i sopravvissuti al naufragio, che sono rimasti sull'isola di Lampedusa dove si sono verificati altri momenti di forte tensione. Alle persone scampate alla strage in mare non è stata concessa l'autorizzazione ad andare ad Agrigento. I 60 ospiti del centro d’accoglienza di Lampedusa hanno protestato in mattinata impedendo ai mezzi di entrare ed uscire dalla struttura per chiedere di poter partecipare alla cerimonia di commemorazione: una delegazione è stata anche ricevuta in municipio, ma l'unico risultato ottenuto è stato un maxischermo allestito in paese per poter assistere in diretta ai funerali. Alla fine si sono riuniti in preghiera sugli scogli ed hannno gettato in mare delle corone di fiori. Una decisione che ha destato molte polemche, quella di vietare ai sopravvissuti di lasciare l'isola: "Perché i 157 sopravvissuti non sono stati invitati?" recitava uno striscione ad Agrigento, mentre un altro protestava contro la presenza degli ambasciatori degli stati esteri e in particolare dei rappresentanti del regime eritreo che "offende i defunti e mette in pericolo i sopravvissuti". Decine di eritrei sono arrivati da tutta Italia per il saluto ai loro connazionali vittime in mare. Uno degli striscioni esposti sul lungomare di Agrigento recitava "Sangue nostrum, vittime delle nostre leggi".

Ad Agrigento mancavano anche le bare, visto che le salme sono già state tutte tumulate in diversi cimiteri della Sicilia. La cerimonia, che si è svolta con un rito cattolico e musulmano, è stata preceduta e seguita dalle polemiche. Il vicepremier Alfano, che ha parlato di "degna sepoltura ai morti" e "degna assistenza ai superstiti", è finito nel mirino anche di esponenti politici dell'opposizione: "Mentre il ministro Alfano è ad Agrigento, per la messa in scena dei finti funerali di Stato per le vittime delle stragi di Lampedusa senza le salme, a pochi chilometri di distanza, a Campobello di Mazara, oltre 600 migranti vivono in condizioni disumane all’interno di una baraccopoli a poche metri dal centro abitato" ha dichiarato il deputato di Sinistra Ecologia e Libertà Erasmo Palazzotto.

Anche la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini non ha partecipato ai funerali, perchè impegnata a Roma in un incontro con il Presidente della Repubblica. "Sul molo di Agrigento non ci sono né i vivi né i morti. Che senso ha? Perché i funerali non si sono svolti a Lampedusa? - si era chiesta Nicolini in mattinata - Dovete chiederlo a qualcun altro, noi non siamo stati coinvolti. Certo è che la decisione dei funerali di Stato è naufragata nel momento stesso in cui sono stati annunciati: non ci sono mai stati segnali concreti".

Critiche sull'organizzazione dei funerali a tre settimane dalla tragedia, alla presenza delle autorità ma non dei superstiti che con le vittime hanno condiviso quel terribile viaggio della morte, sono arrivate anche dalla società civile. "Mi sembra l'ennesima gaffe generale" ha commentato il cantautore Claudio Baglioni, che per anni ha organizzato concerti musicali sull'isola con la fondazione O'scìà, intervenuto sull'argomento in conferenza stampa di presentazione del suo nuovo album. Parole che richiamano quelle del sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, che ha parlato di "una passerella per i politici": "Sarò presente, anche se questi funerali sono una farsa di Stato. Ci andrò per rappresentare una comunità, quella agrigentina, che ha aperto il proprio cuore, senza clamori, all’insegna dell’accoglienza concreta, dando sepoltura ad oltre 90 salme".

Agli attacchi contro Alfano sono seguite inevitabili reazioni politiche. Daniela Santanchè ha ricordato che il segretario del suo partito è stato il primo a recarsi a Lampedusa dopo la strage: "Dopo tutto quello che ha fatto l’Italia per salvare e assistere il maggior numero possibile di naufraghi e immigrati clandestini, le contestazioni al ministro Alfano sono strumentali e inaccettabili". Più duro il commento di Maurizio Gasparri: "Alfano ha dimostrato capacità ed equilibrio insieme a tutto il Viminale e alle forze dell’ordine sia in occasione delle tragedie di Lampedusa che della manifestazione di Roma. Chi lo ha contestato è un cialtrone - ha detto il Vicepresidente del Senato in quota Pdl - L’Italia è il paese più solidale del mondo. Attivisti di parte, italiani o stranieri, non otterranno la modifica delle leggi italiane. Il reato di immigrazione clandestina non si tocca. I profughi vanno assistiti da tutti e non solo dall’Italia. I clandestini vanno espulsi. Chi contesta Alfano è un farabutto a qualsiasi nazionalità appartenga".

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