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G20: Ultimatum dell' Fmi all'Italia

Nella seconda giornata del G20 a Cannes, l'Italia è ancora protagonista in negativo.
Voci insistenti parlano di un prossimo commissariamento del nostro Paese e di una richiesta del Fmi sul monitoraggio delle riforme economiche varate dal Governo italiano.

L'Italia è pronta ad accettare il monitoraggio dell' Fmi, che avrebbe il compito di vigilare l'attività del governo verso il raggiungimento del risanamento ed il rispetto degli accordi stilati con Bruxelles.
Durante il vertice dei 20, Berlusconi ha ringraziato pubblicamente il Fondo monetario internazionale guidato da Christine Lagarde. La mossa è parsa alquanto strategica, in quanto l'Fmi non ha ancora offerto aiuti reali all'Italia.

Al via il G20, le foto

In realtà, Berlusconi punta all' accesso immediato di una linea di credito dell'Fmi da 44 miliardi di euro, e del doppio della cifra tra un anno. Ma per avere accesso a quei fondi, l'Fmi intende verificare da vicino l'andamento della manovra discussa da Roma.

Il Pdl perde altri 2 deputati

A Cannes, Berlusconi non dorme sonni tranquilli. Ai malumori espressi della Ue sulla tenuta italiana, si aggiungono i "rumors" provenienti da Roma.
I deputati del Pdl Alessio Bonciani e Ida D'Ippolito passano all'Udc di Casini, indebolendo ulteriormente la coalizione di maggioranza, che continua a perdere “pezzi” e consenso.
Anche Pippo Gianni, ex Responsabili, si dice scettico sulle ultime manovre del Pdl, e mincaccia: "All'80% voto contro la fiducia sulle misure anticrisi".
A nulla sono valsi gli ultimi proclami del Premier sulla fiducia al maxiemendamento di stabilità, per frenare l'emorragia di deputati, che danno l'impressione di abbandonare la nave prima di affondare.

Il cambio di rotta di Alessio Bonciani e Ida D'Ippolito, segue i malumori espressi dal gruppo di Pisanu e la lettera dei sei frondisti (Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Giorgio Stracquadanio, Isabella Bertolini e Giancarlo Pittelli), cosiddetti anche “malpancisti berlusconiani”, che hanno chiesto espressamente un rimpasto e la costituzione di un nuovo esecutivo.

Per Berlusconi, diventa sempre più arduo il compito di ricucire la maggioranza, nonostante Angelino Alfano provi inutilmente a buttare acqua sul fuoco, con dichiarazioni rassicuranti : “tutto si risolverà, perché gli scontenti non sono usciti ma hanno posto questioni politiche che valuteremo con attenzione".

Stando ai calcoli, la maggioranza attuale si attesta su “appena” 314 voti, ma le fitte manovre all'interno della maggioranza fanno presagire un ulteriore indebolimento della coalizione.
Anche il “fidato” Scilipoti sembra cambiare rotta: "Potrei votare sì come potrei votare no la fiducia al maxiemendamento. Auguri ai deputati del Pdl che lasciano per andare all'Udc".

E su una eventuale compravendita dei voti, il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi mette in guardia dai propositi di Berlusconi: "La maggioranza non c'è più. Le istituzioni e le forze politiche hanno il dovere di vigilare per evitare che a Montecitorio sia messo di nuovo in atto una vergognosa compravendita di deputati, come troppe volta accaduto in quest'ultimo anno”.

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