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G8, sul clima i Paesi emergenti fanno un passo indietro

Nel corso della terza giornata del vertice G8 di Toyako, in Giappone, gli Otto Grandi (Usa, Russia, Francia, Germania, Italia, Giappone, Canada, Gb) si sono riuniti intorno a un tavolo con le otto principali economie emergenti, Cina, India, Brasile, Messico, Sud Africa, Indonesia, Corea del sud e Australia.

Foto di gruppo al G8, Berlusconi si alza sulle punte

Tutti si sono trovati d'accordo nell'affermare che il riscaldamento del pianeta è un'emergenza. "I cambiamenti climatici - si legge nella dichiarazione - sono una delle grandi sfide globali della nostra era. Siamo determinati a combattere i cambiamenti climatici con le nostre comuni, ma diverse responsabilità e le rispettive capacità". Il problema è che non si è parlato né di cifre né di tempi. La questione dovrà quindi essere affrontata al negoziato sul clima in sede Onu, nella prossima Conferenza di Copenahgen del novembre 2009.

Il documento G8 sul clima presentato ieri, in cui erano contenuti gli impegni necessari per il taglio del 50 per cento delle emissioni di CO2 entro il 2050, non è stato condiviso da Cina e India. Secondo i Paesi emergenti la possibilità di raggiungere questi obiettivi di lungo termine dipende anche da "tecnologie economiche, nuove, innovative e più avanzate". In questo quadro diventa indispensabile "la cooperazione tecnologica con trasferimento di conoscenze avanzate".

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