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Gabriele Albertini da Piroso: "Berlusconi è cambiato, non io"

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Antonello Piroso conclude la settimana delle sue interviste in diretta, trasmesse in streaming su Blogo.it tutti i giorni a partire dalla 12.45, incontrando Gabriele Albertini, candidato alla presidenza della Regione Lombardia e al Senato con l'Agenda Monti per l'Italia. Partendo da L'Edicola di Fiorello, che questa mattina ha citato Blogo e l'intervista ad Angelino Alfano, il Direttore introduce l'ospite ed è subito tempo per parlare di Silvio Berlusconi.

Albertini infatti dice che esistono "due Berlusconi", uno che il 9 ottobre 2012 da Palazzo Grazioli fa un intervento molto condivisibile e lancia le primarie, promuove il governo Monti e candida il professore alla guida della coalizione dei moderati, e un altro che dopo la condanna Mediaset del 26 ottobre decide di "far saltare il tavolo" e cambia completamente idea e atteggiamento, sconfessando in pratica tutto quanto precedentemente dichiarato. Un "salto" - che annovera tra le altre cose una nuova alleanza con la Lega Nord - che per l'ex sindaco di Milano dipende dalla mancata accettazione di quella che il Cavaliere considera la sua "resa onorevole".

Un'osservazione che apre alla domanda successiva di Piroso, che ne approfitta per ricordare ad Albertini che è stato candidato di Berlusconi e chiedergli che cosa lo ha portato a lasciare il Cavaliere per Monti, ottenendo come risposta: "Non sono io a essere cambiato, ma Berlusconi". L'ex sindaco ammette anche la collaborazione con la Lega, sottolineando tuttavia la distanza tra loro, dal momento che sostanzialmente l'organizzazione del Carroccio trae spunto da un mix di ideologie (Albertini cita quella del partito stalinista e quella delle Camicie Brune, primo gruppo paramilitare del Partito Nazista) molto distanti dalla sua posizione.

L'ex sindaco di Milano risponde poi all'osservazione di far parte di una combriccola di 'soliti noti', affermando: "Casini-Fini? Nelle liste Monti ci sono quasi totalmente persone nuove, ma non igienisti dentali", spianando la strada a una serie di amarcord: dalla sfilata di Nicole Minetti in costume per Parah ("Io ho proposto per lei un ruolo in un film di Tinto Brass su Venere Callipigia, Venere dalle belle natiche"), a quella dello stesso Albertini in mutande per Valentino.

C'è tempo poi per parlare della Lombardia e della sua ex città, con il candidato governatore che dichiara che lui e Ambrosoli sono vicini e che "l'operazione derivati fatta a Milano ha portato un vantaggio economico al Comune". La chiusura infine è dedicata al professore, al quale Albertini si dice fiero di assomigliare: "Monti? E' spiritoso. Io sono un piccolo Monti. Mi disse: 'Sempre meglio montini che montoni'".

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