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Georgia: accettato il piano Sarkozy

La Georgia ha accettato il piano di pace in sei punti proposto da Parigi e Mosca. Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy al termine di un colloquio a Tbilisi col capo di Stato georgiano Mikhail Saakashvili.

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"C'è un testo, è stato accettato a Mosca, è stato accettato qui in Georgia", ha detto Sarkozy in una conferenza stampa congiunta a Tbilisi col presidente georgiano Mikhail Saakashvili". "Ho l'accordo di tutte le parti in causa", ha sottolineato il capo di Stato francese, presidente di turno dell'Unione europea.

Il governo italiano, soddisfatto, critica la UE: due leader come Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy "riescono a supplire alla carenza strategica della Ue" e "l'Europa deve approfittarne per ricostruire una seria politica comune". Lo afferma il ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, in un'intervista a "Il Messaggero". Ronchi parla della crisi in Georgia e dell' iniziativa diplomatica portata avanti con Mosca e Tblisi: "Che la situazione fosse pericolosa si sapeva bene. Il problema - sottolinea - non è come e quando intervenire, ma piuttosto se l'Europa ha la credibilità politica, una strategia di politica estera comune e, come ha sempre detto Fini, una strategia di politica militare comune, per poter prevenire con un'opera di dissuasione diplomatico-politica certe crisi".

"Quando noi parliamo di un'Europa non credibile per gli stessi cittadini europei non lo facciamo a caso. Diciamo che l'Europa è lontana non solo perchè è quella fredda della burocrazia e delle scelte che ricadono sulla testa dei cittadini come mannaie. Ma è in queste ore -rimarca Ronchi- che abbiamo visto come l'Europa non abbia una sua marcia propria». Per questo "dobbiamo prendere atto di avere una vera fortuna: due leader come Sarkò e Berlusconi. Abbiamo da subito appoggiato con forza l'avvento del semestre francese e condiviso le scelte di Sarkozy su settori cruciali come l'immigrazione". "Poi -spiega ancora il ministro- c'è la forza di Berlusconi e dei suoi rapporti personali con Putin e con gli altri grandi della terra che dà credibilità alla politica estera italiana". "Loro -insiste Ronchi- riescono a supplire alla carenza strategica della Ue. L'Europa, forte di queste due leadership indiscusse e che hanno davanti a loro cinque anni di lavoro, deve approfittarne per ricostruire una seria politica comune".

 (foto © LaPresse)

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