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Gheddafi in tv, il portavoce: 'delirante' chi dice che lascerà

La guerra in Libia continua. E anche se le vicende internazionali delle ultime settimane hanno spostato in parte l'attenzione da 'Odyssey Dawn', la Nato prosegue nella sua missione per arrestare il massacro di civili da parte delle forze fedeli al Colonnello.

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E' di oggi la notizia che otto navi della marina militare di Gheddafi sono state affondate durante una serie di raid notturni compiuti questa notte sui porti di Tripoli, Homs e Sirte. Un'operazione ritenuta necessaria "in considerazione dell'escalation nell'uso della forza navale" a causa della quale le forze della coalizione non hanno avuto "altra scelta che agire con decisione per proteggere la popolazione civile della Libia e le forze marittime dell'Alleanza" ha spiegato il vicecomandante della missione, aggiungendo anche che "tutti gli obiettivi della Nato sono di natura militare e direttamente legati ai sistematici attacchi del regime contro i civili".

Ma l'entusiasmo dei ribelli per il duro colpo inferto dalle forze alleate alla flotta del rais si è immediatamente spento quando la televisione libica ha mostrato nuove immagini di Gheddafi: con indosso abiti tradizionali bianchi e neri e gli immancabili occhiali da sole a coprirgli il viso, il Colonnello è stato ripreso mentre incontrava un funzionario del regime di ritorno dalla Russia. Data: 19 maggio 2011. Il leader libico dunque è vivo, sta bene, e mette a tacere le voci che in questi giorni, con sempre più insistenza, lo davano fuggito in Tunisia, dove già si troverebbero il figlio quarantunenne Mohammad Muammar - presidente del Comitato olimpico libico e presidente dell'Organizzazione generale delle poste e delle telecomunicazioni - la seconda moglie di Gheddafi Safyia Farkash e la figlia Aysha. A confermare la presenza a Djerba della famiglia dela rais è il quotidiano panarabo Al-Quds Al-Arab, che specifica anche che Mohammad alloggia in un albergo di lusso dove sta ricevendo non meglio specificate cure.

Con la sua permanenza in Libia nonostante tutto e tutti, il Colonnello sfida ancora una volta apertamente la Nato e Barack Obama, che durante il suo discorso al mondo arabo aveva detto che il tempo "è contro Gheddafi, che alla fine lascerà" e aveva anche affermato che dopo lo spodestamento dei leader di Egitto e Tunisia "altri possono seguire". Assicurazioni "deliranti" secondo un comunicato ufficiale del regime: "non è Obama che decide se Gheddafi lascia la Libia o no, è il popolo libico che decide il suo futuro". Una dichiarazione di intenti cui fa seguito un altro colpo di scena: il portavoce del governo ha infatti anche smentito seccamente la notizia della fuga in Tunisia della famiglia del leader libico: "la moglie del colonnello, Safia, sta bene, è in buona salute ed è a Tripoli e anche la figlia Aisha è a Tripoli". Un'affermazione che tuttavia non è verificabile e che, alla fine, vale come la notizia lanciata da Al-Quds Al-Arab, che invece colloca l'entourage più stretto del rais fuori dai confini del paese.

E mentre il conflitto in Libia assume sempre di più i contorni di una partita a scacchi, dove solo la tattica e la pazienza alla fine contano veramente, dall'Italia il ministro Frattini si augura che Gheddafi quanto prima "lasci il potere e il Paese" e interviene in merito a un'iniziativa della Nato per fare conoscere alla popolazione locale la verità sull'effettivo andamento delle operazioni militari in Libia. Un C130 italiano ha infatti sganciato sul territorio 140 mila volantini 'informativi' con "un importante effetto di contrasto alla tv di regime che fa passare ciò che vuole: abbiamo fatto sapere che il vento della libertà sta arrivando anche a Tripoli". Operazione che ha ricevuto il plauso delle organizzazioni dei ribelli: "mi ha chiamato il capo del governo provvisorio di Bengasi per ringraziare la Nato di questo intervento" ha infatti aggiunto il ministro al termine del suo intervento.

 (foto © LaPresse)

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