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Gheddafi Show a Roma, imbarazzo dei cattolici

Va in onda in queste ore il Gheddafi show dalla Capitale. In visita per il secondo anniversario del trattato di amicizia tra Italia e Libia, anche questa volta il leader libico non ha voluto rinunciare ad alcuni aspetti per lui fondamentali.

L'arrivo di Gheddafi a Roma, foto

Atterrato ieri a Ciampino e accolto dal ministro degli esteri Franco Frattini e dall'ambasciatore libico in Italia Abdelhafad Gaddur, Muammar Gheddafi si è fatto scortare da due amazzoni in tuta mimetica e tacchi a spillo. Poi, dopo un breve saluto a fotografi e giornalisti, è partito alla volta della residenza dell'ambasciatore libico a Roma. Qui lo attendevano 500 hostess (e pure una trentina di maschietti) reclutate da un'agenzia. Ad ognuna, pare, un gettone di presenza di 70 euro a patto di non parlare con la stampa. E mentre Gheddafi si esibiva in lezioni di Corano e lanciava il messaggio 'L'Islam diventi la religione dell'Europa' - invitando le presenti a convertirsi - tre ragazze hanno abbracciato la fede musulmana in una cerimonia lampo officiata dal Colonnello in persona. Rea Beka è una di queste: albanese d'Italia, adesso conferma di sentirsi purificata. Il Colonnello 'è come uno di quei saggi antichi a cui si rivolgevano i cavalieri prima di andare in battaglia, un saggio che dà consigli'.

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Qualcuna, però, ha aperto bocca per una intervista (audio distorto su sua richiesta). Come Angelica, nome di fantasia. Ragioniera 25 anni, e una partecipazione giustificata a Repubblica per ovvi motivi economici. 'Se Gheddafi avesse saputo che eravamo pagate, non avrebbe accettato di incontrarci'. Lui che oggi terrà un altro incontro. Ci saranno sempre ragazze, e 'al pari dell'80% delle altre, parteciperò solo per soldi'.

Le uscite stravaganti della Guida libica non sono passate certo inosservate. Come è facile immaginare, è in subbuglio l'intera l'ala cattolica. In imbarazzo anche gli altri, leghisti compresi. La curvatura tutta islamica che il Colonnello ha voluto dare alla sua visita rischia infatti di creare enormi tensioni con il Vaticano. 'Quello che più mi preoccupa - ha spiegato Maurizio Lupi - è che ci stiamo abituando a questi show di Gheddafi, tanto che queste stupidaggini sull'Islam passano quasi in secondo piano. Bisognerebbe ricordargli che proprio la generosa accoglienza nei suoi confronti testimonia tutta la grandezza della cultura cristiana che è alla base dell'identità europea'.

Anche il sottosegretario Carlo Giovanardi ha fatto sapere che 'mentre Gheddafi può venire a dire a Roma quello che vuole, il Papa non può andare a Tripoli o in Arabia Saudita a fare altrettanto. È sgradevole'. Mentre per la vicepresidente della Camera Rosy Bindi, le parole del Colonnello sono 'una nuova umiliante violazione della dignità delle donne italiane'.

Ma visti gli interessi economici in ballo, Silvio Berlusconi ha preferito guardare la vicenda sotto un altro punto di vista: 'Meglio non alzare polveroni. Le cose serie sono altre, lasciamo perdere il folklore'. In fondo, la parte ufficiale della visita durerà solo un giorno, ma c'è tuttavia la possibilità che questa sera Gheddafi inviti a sorpresa il cavaliere alle celebrazioni del primo settembre a Tripoli, in occasione dell'anniversario del colpo di stato militare che rovesciò re Idris. E se l'invito dovesse essere formulato in pubblico, il premier italiano non potrà dire di no.

Una cosa appare evidente: tutti si augurano che l'ospite (s)gradito tolga le tende al colorato circo e torni al suo mondo il prima possibile. Senza fare troppi danni al (e nel) Belpaese.

(foto © LaPresse)

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