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Giampaolo Pansa, addio alla sinistra

Giampaolo Pansa si chiama fuori dalla sinistra e lo fa attraverso dichiarazioni che scuotono tutto il mondo della politica. "In Italia la sinistra non c'è più, ma la destra non è messa meglio e i risultati delle elezioni di oggi non cambieranno nulla". Il giornalista ne ha anche per Romano Prodi. "In passato ho creduto in lui, ma ora non più. Il premier guida una coalizione spappolata, non è una coalizione, ma un baraccone. Conosco le sue fatiche per arrivare in fondo ad una giornata fatta di continue liti, è prigioniero di una banda di folli. Credo sia difficile che arrivi in fondo alla Legislatura. Non scommetterei uno stipendio". Per Pansa oggi è impossibile parlare di destra e sinistra, "si tratta di concetti superati. Capisco i giovani, che non si riconoscono in un linguaggio antico. Se dovessi misurarli con le vecchie regole, allora direi che è di sinistra Montezemolo ed è di destra Bertinotti. Destra estrema, destra conservatrice".

L'ex condirettore de L'Espresso, che in autunno sarà in libreria con un nuovo saggio, non ha peli sulla lingua. Così le sue parole di fuoco lambiscono anche Carlin Petrini. "Vedo che il mio Piemonte, la patria della sinistra italiana, la terra dove sono nati o si sono formati Gobetti, Gramsci, Togliatti, Terracini, Bobbio, è ora rappresentato da Carlin Petrini. Non da Chiamparino, uno dei rari politici seri, forse l'unico che possa presentarsi ai cancelli di Mirafiori senza essere subissato di fischi. Al suo posto ecco Carlin, che già il cuoco rivale Vissani indica come ministro dell'Agricoltura. Mi diranno che sono qualunquista. Mi viene da rispondere: evviva il qualunquismo. Evviva l'antipolitica. La politica italiana si è coperta di discredito con le sue stesse mani. Ha fabbricato la propria rovina". E su Luca di Montezemolo: "Ogni volta che lo vedo mi viene in mente la vecchia battuta di Fortebraccio: "Arriva Agnelli, scortato da Luca Cordero di Montezemolo, che non è un incrociatore. L'ideale sarebbe che uno dei due blocchi, più facilmente il centrodestra, riconoscesse in Montezemolo il leader. E che Berlusconi si facesse da parte, o Prodi cercasse un'alleanza al centro. Ma le prime reazioni non lasciano presagire nulla di buono." Pansa parla di addio alla sinistra "Non doloroso. Sono tranquillissimo".

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