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Gianfranco Fini: "Berlusconi ha già perso. Monti candidato premier? Magari"

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Gianfranco Fini non usa mezze misure per commentare la ricandidatura di Silvio Berlusconi alla premiership. Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, il Presidente della Camera non riconosce alcuna chance di successo all'ex alleato: "Dice di essere sceso in campo per vincere, in realtà sa che ha già perso e questo è l'elemento che nonostante tutto tranquillizzerà i mercati, non ci sono le condizioni perchè Berlusconi rivinca le elezioni".

Gianfranco Fini a Che tempo che fa: guarda il video

Il leader di Futuro e Libertà, grande sostenitore dell'esperienza del governo tecnico, bolla come irresponsabile la scelta del Pdl di togliere la fiducia a Mario Monti e accusa Berlusconi di utilizzare ancora una volta la politica come strumento per risolvere le sue questioni personali: "Il vero problema è che Berlusconi parla di politica a Milanello. Il Pdl non è il Milan e la politica non è un fatto privato". Restando in tema calcistico, Fini definisce la reazione di Monti "un gol in contropiede a Berlusconi, che ha usato un artificio da vecchia politica: io non ti voto la sfiducia ma non ti do la fiducia. Tradotto: ti tengo sulla graticola e ti abbrustolisco nel tempo". La strategia del Pdl di far mancare il sostegno parlamentare all'esecutivo animando una campagna contro il montismo, sottolinea Fini, è per giunta incoerente, visto che lo stesso Pdl ha sempre votato i provvedimenti del governo.

Berlusconi si ricandida: "Torno per vincere"

La domanda che si pongono un po' tutti nelle ultime ore è quando si andrà a votare: archiviata la prima ipotesi dell'election day il 10 marzo, con l'annuncio delle dimissioni di Monti subito dopo l'approvazione della legge di Stabilità, la consultazione è stata datata intorno all'ultima settimana di febbraio. Interrogato da Fazio sull'argomento, Fini azzarda addirittura una data precisa e ancor più vicina: "È una decisione che spetta unicamente al presidente della Repubblica ma è prevedibile che si voti a febbraio, può essere anche il 10. Dipende tutto dai tempi di approvazione della legge di stabilità". E lo scenario delle alleanze? Fini sembra avere le idee molto chiare. L'ideale sarebbe Monti candidato premier di una formazione di centro.

Mario Monti annuncia le sue dimissioni: "Impossibile andare avanti"

Con Casini e Montezemolo c'è un'intesa naturale: "Ci sentiamo tutti i giorni", conferma il Presidente. Il suo obiettivo? "Sto lavorando ad un ressemblement di forze con l'obiettivo di continuare la politica del rigore e aggiungere qualche capitolo che manca all'agenda Monti, come quello delle giovani generazioni". Il suo candidato ideale? Indubbiamente Mario Monti: "Deve continuare a guidare il paese come presidente del Consiglio. Personalmente me lo auguro, ma solo l'interessato può rispondere". Nessuna preclusione a priori verso il Partito democratico, anche se l'atteggiamento nei confronti delle politiche di rigore resta profondamente diverso.

Nessuna tentazione di tornare alla vecchia alleanza con il Pdl berlusconiano: un partito senza democrazia interna, gestito dal suo leader con una logica padonale. Se tornasse indietro, conferma Fini, consumerebbe ancora quel famoso strappo durante la convention del partito nel 2010, quando il faccia a faccia tra i due leader provocò la spaccatura all'interno del centrodestra. A maggior ragione oggi, che le condizioni sono cambiate e il Paese necessita di stabilità e non certo di un ritorno al passato: "Prevedo che Berlusconi schieri il Pdl su quel versante antieuropeo, anti-Monti, antitasse, alleandosi molto probabilmente con la Lega, ed è l'opposto di ciò di cui ha bisogno l'Italia".

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