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Gianluca Buonanno (Lega) attacca Sel: "Lobby di sodomiti". Vendola: "Misura è colma"

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Non sono passate neppure poche ore dall'appello di Cécile Kyenge a Roberto Maroni di porre un freno alla violenza verbale (e non solo) dei militanti leghisti, che un altro esponente del Carroccio finisce sotto i riflettori per le sue intemperanze nei confronti degli avversari politici. Protagonista stavolta è Gianluca Buonanno, che durante la discussione in Aula sull'Ecobonus ha definito Sel la "lobby dei sodomiti".

Cécile Kyenge, appello a Maroni: "Basta attacchi dalla Lega"

Dopo una mattinata fumantina, nel corso della quale ha attaccato duramente la sinistra, che per lui è "taroccata", perché composta da "ciarlatani che non rappresentano e non difendono il popolo", alla ripresa delle attività nel pomeriggio Buonanno è andato ancora oltre. Presa la parola dopo Stefano Allasia, il deputato leghista ha polemizzato sul fatto che se il collega di partito nell'emendamento avesse specificato che i provvedimenti sono a favore delle giovani coppie, "anche quelle omosessuali", la sinistra lo avrebbe votato, diversamente no.

"I discriminati sono gli eterosessuali, non gli omosessuali", ha proseguito enfaticamente Buonanno, aggiungendo che mentre la Lega vuole difendere "la famiglia e le coppie eterosessuali", "dall'altra parte del Parlamento e del Paese c'è chi come una lobby sodomita vuole difendere esclusivamente gli omosessuali". Parole che hanno provocato l'immediata reazione dell'emiciclo e l'intervento del vicepresidente di turno, Luigi Di Maio (M5S), che lo ha richiamato all'ordine.

A quel punto però c'è stata la reazione di Sinistra Ecologia e Libertà. "Usciremo da quest'Aula tutte le volte che Buonanno utilizzerà espressioni ingiuriose che offendono non solo gli omosessuali, ma il Parlamento e le Istituzioni", ha dichiarato Ersamo Palazzotto di Sel, dopo aver precisato di essere "per difendere la libertà di espressione di chiunque, dentro questo Parlamento" e prima di lasciare effettivamente l'emiciclo insieme ai colleghi.

In serata quindi sono arrivate alcune precisazioni da parte di Buonanno, che a Radio 24 ha dichiarato: "Non mi sono scusato, ho detto che se qualcuno si è sentito offeso, mi dispiace. Ho fatto un discorso in generale secondo il mio convincimento, dopo di che anche il Santo Padre ha detto che c'è la lobby dei gay", mentre in precedenza aveva difeso la propria scelta linguistica: "Non ho capito cosa ho detto di male, sodomita è un termine usato nella Bibbia", ribadendo: "Se ho offeso qualcuno, mi dispiace. Ma non ho capito dov'è che si può offendere qualcuno dicendogli sodomita". Termine che evidentemente al leghista deve piacere parecchio, dal momento che già a inizio luglio aveva detto che Sel invece che Sinistra e Libertà dovrebbe chiamarsi "Sodomia e Libertà", dal momento che per "loro è più importante se c'è il matrimonio tra persone dello stesso sesso di altri provvedimenti".

Inutile sottolineare il dichiarato e puerile riferimento proprio al leader di Sel, Nichi Vendola, il quale in serata è intervenuto sulla vicenda rivolgendosi anche lui a Maroni dalla propria pagina Facebook: "Maroni, non serve a nulla chiamare la ministra Cécile Kyenge Kashetu", ha scritto Vendola, riferendosi alla risposta del segretario federale del Carroccio all'appello del ministro, affermando quindi: "Richiama, semmai, i tuoi rappresentanti fuori e dentro il Parlamento e fermali, se ne sei in grado. Le volgarità e gli insulti sono ormai il programma politico della Lega. La misura è colma, e non da oggi".


Il video dell'intervento di Buonanno contro Sel

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