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Gianni Alemanno e le tasse per i single e i gay

Ben venga la riforma del quoziente familiare, ma farla è impossibile senza aumentare le tasse ai single e alle famiglie con pochi figli. La pensa così il sindaco di Roma Gianni Alemanno che, dal palco della Conferenza Nazionale della Famiglia a Milano, ha affermato che in tempo di crisi non si può fare questa riforma 'senza sporcarsi le mani', ossia senza aumentare le tasse ai single e alle famiglie con pochi figli.

Il primo cittadino ha detto: 'In un momento di crisi bisogna sfuggire alla tentazione di voler dare tutto a tutti, e quindi ai gay e ai single, e concentrarci sulla famiglia della Costituzione, formata da un uomo e una donna che fanno figli. Si deve dire con chiarezza che chi ha una condizione di reddito migliore, perché non ha figli o è single, deve pagare qualcosa di più per permettere agli altri di pagare di meno'. E ha aggiunto: 'Il risultato che si avrebbe nel dare tutto a tutti, sarebbe di non fare niente per le politiche familiari'. Alemanno ha poi spiegato: 'Questo non significa discriminare qualcuno, perché la difesa dei diritti individuali non ha nulla a che fare con le politiche familiari'.

Le parole di Alemanno hanno suscitato diverse polemiche e scatenato un vivace dibattito con il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che ha così replicato: 'Non trovo nella Costituzione alcun motivo per discriminare legami diversi dalla famiglia tradizionale e i single. Se in Italia si fanno meno figli è a causa dell'incertezza del futuro e della precarietà'.

Non si è poi fatta attendere la risposta dell'Arcigay Roma. Il presidente Fabrizio Marrazzo ha detto: 'E' importante che le Istituzioni diano risposte concrete ai loro bisogni, con interventi che aiutino tutti i nuclei familiari indipendentemente dall'orientamento sessuale. Serve una legge nazionale: il nostro Paese è ingiusto quando impedisce a un omosessuale di visitare il proprio compagno in ospedale o quando non riconosce agevolazioni nell'iscrizione ai nidi e agli asili pubblici alle famiglie gay. L'impegno contro le discriminazioni e la violenza è molto importante ma è altrettanto importante ribadire l'uguaglianza di tutte le famiglie'.

In seguito alle polemiche nate dalle parole pronunciate dal palco della Conferenza Nazionale della Famiglia, Alemanno ha poi diffuso una nota nella quale ha affermato: 'Non si tratta di aumentare le tasse ai single ma di concentrare gli sgravi sulle famiglie con più figli. La pressione fiscale deve complessivamente diminuire, dobbiamo però scegliere dove mirare queste riduzioni... Dopo tanti anni di riforme concentrate sulla riduzione delle aliquote, bisogna fare un'autentica politica dei redditi applicando il principio del quoziente familiare e quindi concentrando gli sgravi sui nuclei familiari più numerosi. La povertà o la ricchezza di una singola persona si definiscono soprattutto all'interno del nucleo familiare in cui si vive: con lo stesso stipendio si può esser ricchi o poveri a seconda del numero delle persone che bisogna mantenere. Per questo un'autentica politica dei redditi e ridistributiva deve essere applicata sul nucleo familiare, senza per questo creare nessuna forma di discriminazione nei confronti dei single o delle coppie di omosessuali'.

 (foto © LaPresse)

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