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Gianroberto Casaleggio, intervista al Corriere: "Referendum per sfiduciare parlamentari. La Rete cambierà la democrazia"

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Per la prima volta da quando il Movimento 5 Stelle è entrato nella competizione elettorale il cofondatore Gianroberto Casaleggio ha rilasciato una lunga intervista alla stampa in cui affronta temi delicati come il futuro della democrazia, le potenzialità e i rischi di Internet, le prospettive della sua creatura politica.

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Guru della Rete, genio del marketing, ideologo (per i detrattori anche "burattinaio") di Beppe Grillo: sono tante le definizioni usate dai media e dai commentatori in questi anni per definire il manager che finora è quasi sempre rimasto nell'ombra e che molti ritengono il vero artefice della creazione e del sucesso del Movimento 5 Stelle. Nella lunga intervista a Serena Danna per La Lettura del Corriere della Sera, Casaleggio dice la sua sull'attuale scenario politico, sul ruolo del Movimento, ma chiarisce anche la sua posizione sulle teorie apocalittiche contenuti in alcuni video della Casaleggio Associati che hanno suscitato ironia e perplessità online.

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Una conversazione a tutto campo in cui Casaleggio spiega come ritiene possibile riformare la politica utilizzando l'immenso potenziale del web, che è in grado di ribaltare il ruolo dei cittadini e renderli influenti nel sistema politico e sociale. "La democrazia diretta, resa possibile dalla Rete, non è relativa soltanto alle consultazioni popolari, ma a una nuova centralità del cittadino nella società. Le organizzazioni politiche e sociali attuali saranno destrutturate, alcune scompariranno. La democrazia rappresentativa, per delega, perderà significato. È una rivoluzione prima culturale che tecnologica, per questo, spesso, non viene capita o viene banalizzata". Teorie sposate grazie alla lettura di testi che sono diventati fondamentali per il suo pensiero come Emergence di Steven Johnson, Six Degrees di Duncan Watts, The Tipping Point di Malcom Gladwell, Free Culture di Lawrence Lessig.

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Nel quadro delineato da Casaleggio, dovrebbe formarsi un nuovo tipo di rapporto tra eletti ed elettori, in grado di superare la distanza e la mancanza di rappresentatività della democrazia per come l'abbiamo conosciuta finora: "Gli eletti devono comportarsi da portavoce, il loro compito è sviluppare il programma elettorale e mantenere gli impegni presi con chi li ha votati. Ogni collegio elettorale dovrebbe poter essere in grado di sfiduciare e quindi di far dimettere il parlamentare che si sottrae ai suoi obblighi in ogni momento attraverso referendum locali". In sostanza un vero e proprio contratto tra cittadino e cittadino eletto, che per questo non contempla l'assenza del vincolo di mandato che rende libero il parlamentare come previsto dalla Costituzione.

Inevitabile una domanda sui suoi video postati in rete che hanno fatto molto discutere, come Prometeus e Gaia, in cui tra l'altro si ipotizza una terza guerra mondiale che provocherebbe la nascita di un nuovo ordine mondiale nella data del 14 agosto 2054 (che è la stessa del suo centesimo anniversario di nascita): "Un gioco la creazione del video, come è avvenuto per il video Prometeus che ipotizza il futuro dei media. Comunque che in futuro sia possibile una guerra mondiale — che non auspico — per le risorse come il gas, l’acqua e il petrolio, non sono certo l’unico a dirlo, e un governo mondiale con forti autonomie nazionali può essere nell’ordine delle cose".

Ma la Rete non è solo un sebatoio di infinite possibilità, presenta enormi questioni irrisolte legate alla tutela dei dati personali, al loro utilizzo da parte delle grandi corporazioni economiche e dei colossi di internet. Un tema che ha assunto una portata dirompente dopo il recente scandalo Datagate che ha coinvolto il governo americano: "Facebook e Google e altri colossi del web conoscono di noi più dei nostri amici e in futuro sapranno ancora di più - sostiene Casaleggio - Queste informazioni possono essere utilizzate per vari scopi, non solo per proporci dei prodotti o dei servizi, come è stato evidenziato dal cosiddetto 'Datagate'. È opportuno un controllo più stretto sulla gestione dei dati personali da parte dei governi, un nuovo sistema di regole".

Sull'impatto che il Movimento 5 Stelle ha avuto nella politica italiana, con la conseguente anomala alleanza tra centrodestra e centrosinistra che si ritrovano nello stesso governo, Casaleggio spiega che era uno scenario tutto sommato immaginabile di fronte al boom di consensi ottenuto: "Tutto quello che è successo, compresa la chiusura a riccio del Sistema per mantenere lo status quo e l’inesperienza dei neoparlamentari, era prevedibile, tranne l’attacco mediatico senza precedenti per l’Italia repubblicana". E per quanto riguarda il divieto di andare in tv per deputati e senatori 5 Stelle (nemmeno Casaleggio li chiama più "cittadini eletti" ma semplicemente "parlamentari") mostra toni molto diversi da quelli usati da Beppe Grillo.

Secondo Gianroberto Casaleggio, il veto a comparire nei programmi televisivi non è "mai esistito", fatta eccezione per i "talk show", ma la centralità acquisita da Movimento dopo le ultime elezioni politiche ne fa necessariamente un protagonista nei media tradizionali. Che comunque avranno vita breve: "Il M5S ora è in Parlamento e la sua visibilità sarà necessariamente maggiore anche nelle televisioni che vanno considerate, comunque, un media in via di estinzione, anche per motivi economici legati alla diminuzione del gettito pubblicitario. Nel 2012 le sette principali emittenti nazionali hanno perso mezzo miliardo di euro e il 2013 è tutt’altro che incoraggiante".

A spingerlo ad interessarsi di politica, dichiara Casaleggio, è stata la "l’indignazione per lo stato del Paese e la convinzione che un cambiamento era possibile grazie alla Rete". Alla domanda su quale ritiene sia stato il suo errore più grande, risponde così: "La mia vita è piena di errori, scegliere è molto difficile".

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