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Giorgia Meloni candidata alle primarie Pdl

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E così i candidati alle primarie del Pdl hanno raggiunto quota undici. Tanti sono i leader politici, i parlamentari o gli esponenti della società civile che hanno deciso di lanciarsi nella corsa ad ostacoli che culminerà con la scelta del candidato premier del centrodestra (o meglio, del partito di Alfano e Berlusconi, visto che di possibili alleanze ancora non c'è nemmeno l'ombra). L'ultima in ordine di tempo ad annunciare la propria candidatura è Giorgia Meloni, ex An e già ministro della Gioventù del governo Berlusconi: "Una decisione complessa e anche un po' sofferta, ma ci sono alcune cose da chiarire", ha dichiarato la Meloni ai microfoni di Sky Tg24.

Giorgia Meloni si candida alle primarie Pdl: il video

La sua candidatura arriva dopo quelle di Angelino Alfano, Daniela Santanchè, Michela Biancofiore, Alessandro Cattaneo, Giancarlo Galan, Gianpiero Samorì, Alessandra Mussolini, Guido Crosetto, il critico d'arte Vittorio Sgarbi e l'avvocato e scrittore Alfonso Luigi Marra. Un gruppo folto che rischia di mettere in pericolo il consenso del segretario del Pdl, che potrebbe vedere assottigliarsi la sua quota di voti. Lo stesso Alfano ha precisato che le candidature (il termine di presentazione scade il 19 novembre) saranno ufficiali solo entro le 12 di domenica 25 novembre e saranno ritenute ammissibili solo se supportate da almeno 10mila firme. E poi ha assicurato: "Non sarà una fiera della vanità, sarà una gara delle idee".

E proprio in termini di idee la Meloni si è posta in maniera alternativa al segretario Alfano. La deputata Pdl ha spiegato la sua scelta con la necessità di dare un taglio netto con l'attuale anomalia della grande coalizione di sostegno a Mario Monti: "Mi candido perché penso valga la pena di dire alcune cose con chiarezza e capire quanto certe idee hanno consenso. Ad esempio io sono per il bipolarismo e per un no chiaro all'esperienza Monti. Dobbiamo tornare alla sovranità del popolo. Ci sono alcune cose da chiarire ad esempio se il Pdl sarebbe disponibile a sostenere Monti senza la sinistra e a sostenerlo con Montezemolo e Casini, mentre il mio è un no in ogni caso". Un messaggio diretto al segretario, che gode dell'appoggio dei maggiori esponenti del partito. La Meloni lo sa, ma crede nella necessità di una rottamazione della vecchia classe dirigente: "Anche se tutta la dirigenza del partito si schierasse con Alfano ritengo ci sia una platea enorme di persone a cui rivolgersi".

La dichiarazione d'intenti arriva via Twitter: "Mi piacerebbe rappresentare i delusi - scrive la Meloni - e credo di poterlo fare in parte, perché delle volte @ilpdl e il centrodestra hanno deluso anche me".

Sembra che dentro il Pdl la sua mossa non sia stata accolta con serenità: sono soprattutto gli ex An Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa a mostrare insofferenza nei confronti della candidatura della Meloni, che potrebbe indebolire la posizione di Angelino Alfano fortemente appoggiato in nome dell'unità del partito. Nessuna reazione da parte di Silvio Berlusconi, che la Meloni assicura di non aver consultato prima di annunciare a discesa in campo. D'altronde oggi, con l'esplosione del caso Spinelli, il Cavalere ha ben altro a cui pensare.

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