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Giorgio Napolitano vs M5S su amnistia: "Se ne fregano dei problemi della gente"

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Giorgio Napolitano alza la voce e da Cracovia risponde duramente al Movimento 5 Stelle, che ha criticato la sua proposta di oggi di "valutare" anche "amnistia e indulto" per "fare cessare il sovraffollamento carcerario", accusandolo in sostanza di volere così 'salvare' Silvio Berlusconi: "Quelli che, come i grillini, mi accusano di volere un'amnistia pro-Berlusconi sono persone che sanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese".

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Parole sferzanti, che arrivano dopo un pomeriggio di tiro al bersaglio pentastellato nei confronti del messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica, nel quale Napolitano ha rimarcato che "l'Italia viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti", chiedendo contestualmente "immediati rimedi straordinari", in primis "depenalizzazione e domiciliari", ma anche - se necessario - "amnistia e indulto".

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"Un messaggio che può avere senso se non ci fosse il sospetto, o per qualcuno la certezza, che abbia a che fare con il Condannato Berlusconi, principale alleato del PD in quest'avvenura dell'indecente inciucio. Le parole che ci fanno rabbrividire (ripeto, in questo momento storico) sono indulto e soprattutto amnistia!", è stato infatti l'affondo su Facebook del deputato grillino Alessandro Di Battista, seguito a ruota da quello pubblicato sulla pagina Montecitorio Cinque Stelle: "Il presidente sponsorizza l'idea di un Indulto e di un Amnistia. Così ripagheranno Berlusconi per non aver fatto cadere il Governo. Il caimano sta per salvarsi ancora una volta". Durissimo infine anche Angelo Tofalo, portavoce del M5S alla Camera, che su Twitter ha scritto: "Traduco il messaggio di oggi alle camere di #Napolitano: 'Per salvarne uno dobbiamo salvarne un milione'!!! #Napolitanocrazia #vergogna".

Insomma, un fuoco incrociato al quale si è unita la Lega Nord, "contraria a qualsiasi forma di indulto o amnistia", con Roberto Maroni che ha dichiarato che "il problema del sovraffollamento carcerario si risolve costruendo nuove carceri e non rimettendo in libertà decine di migliaia di delinquenti", e appena controbilanciato dal parere positivo di Enrico Letta: "Il capo dello Stato centra una delle vere emergenze del nostro Paese", ha detto il premier, affermando che "il governo continuerà a fare di tutto per recepire indicazioni e sollecitazioni giunte dal capo dello Stato".

In difesa di Napolitano si è levata la voce di Anna Maria Cancellieri, che ha definito "una falsa idea" quella secondo la quale con l'amnistia "si salvi Berlusconi". La clemenza è appannaggio del Parlamento, "che decide per quali reati prevederla", ha spiegato il Guardasigilli, concludendo che "non è mai successo che l'amnistia si occupasse di reati finanziari". Appoggio incondizionato, infine, dal Pdl, per voce di Renato Schifani, che ha elogiato il Capo dello Stato per avere richiamato "l'attenzione in maniera così autorevole su un tema drammatico che riguarda la coscienza di ognuno di noi", garantendo "totale" "impegno parlamentare in questa battaglia di civiltà", e perplessità invece dall'Anm, che ha parlato di "una scelta politica e di tipo emergenziale a fronte di una situazione insostenibile", concludendo di non dire "no all'amnistia", ma di valutare la necessità urgente "anche di riforme strutturali".

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