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Giovanna Tedde, assessore di Bonorva insulta i musulmani sul web: "Dovete morire", poi scuse e dimissioni

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Erano state durissime le parole dedicate genericamente ai musulmani di tutto il mondo via Facebook dall'assessore alla Cultura del Comune di Bonorva, Giovanna Tedde.

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Nel commentare in pubblico le notizie in arrivo dalla Francia, la giovane amministratrice del sassarese aveva apostrofato pesantemente le persone di fede islamica, alludendo ad auspicati stermini delle popolazioni aderenti alla stessa religione professata dagli autori degli attentati di Parigi.

“Potete morire ammazzati tutti, bambini compresi” si è spinta a scrivere sul popolare social network l'esponente di area centrosinistra della giunta guidata dal sindaco Gianmario Senes, chiarendo il proprio pensiero con ulteriori frasi cariche di astio nei confronti dei “nemici” devoti a Maometto: “Spero che veniate eliminati come Hitler fece coi poveri ebrei.

Come se non bastasse, al proposito di non accettare “richieste di amicizia da parte di musulmani” Giovanna Tedde ed ai proclami fondati su rabbia ed intolleranza aveva pensato bene di associare una quantomai inopportuna rievocazione dell'Olocausto, tragedia dell'umanità troppo spesso chiamata in causa senza remore da negazionisti di turno.

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Pesanti, ai limiti del civilmente consentito, gli appellativi usati per l'occasione dall'appassionata accusatrice dei popoli fedeli all'Islam, definiti con estrema crudezza feccia in quanto colpevoli di voler “portare la guerra in casa altrui “in nome di Dio.

Lo slancio antimusulmano dell'assessore di Bonorva si è placato, tardivamente, soltanto dopo diverse ore dalla pubblicazione del post incriminato e, con ogni probabilità, al termine di un pressing forsennato dei colleghi di amministrazione imbarazzati dalle sortite all'insegna dell'intolleranza più cieca della loro collaboratrice.

Scusandosi per gli attacchi al popolo islamico ed a tutti coloro che “subiscono come noi il terrorismo, la Tedde ha rassegnato le dimissioni dalla poltrona di massimo responsabile della cultura e delle politiche giovanili nella giunta cittadina.

Ma l'acqua gettata fuori tempo massimo sul fuoco delle polemiche con un gesto giudicato dal sindaco “di sensibilità istituzionale” sembra per il momento poca cosa rispetto al danno d'immagine creato (in primo luogo a sé stessa, poi alla classe politica rappresentata) dalla protagonista del maldestro messaggio di odio su Facebook.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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