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Giulia Innocenzi scrive a Veltroni, polemica online

Il settore giovanile della politica nostrana non ha problemi solo a destra. Anche il Pd deve fare i conti con le proprie magagne interne ben sintetizzate e diffuse online dalla attivissima Giulia Innocenzi.

La Innocenzi è la coordinatrice degli Studenti Coscioni per la Libertà di Ricerca, ha 24 anni ed è nata a Rimini. E' una blogger prolifica e si sta battendo per la legalità all'interno del Pd utilizzando lo strumento più amato dal leader: le lettere.

Purtroppo però le missive di Giulia sembra non coincidano con i gusti di Walter: il 18 settembre una prima lettera (pubblicata su Europa) rivendicava regole chiare e certe per partecipare alle primarie dei settore giovanile del Partito Democratico. Non ha avuto risposta dal leader.

Quattro giorni dopo la Innocenzi, desiderosa di candidarsi alla carica di Segretario dei giovani del PD, rilancia con una seconda lettera in cui le accuse al PD si fanno più dirette:

"Questo pomeriggio vengo a sapere in modo del tutto informale da amici "beninformati" che esisterebbe già un regolamento, pur non essendo stato comunicato ufficialmente!
Tale regolamento, in base al quale le elezioni sarebbero previste per il 17 e il 18 ottobre, e che richiede la raccolta di 600 firme in almeno 5 regioni entro il 25 settembre (tra tre giorni!!!), si trova su un sito (www.pdnetworkgiovani.it) che non è nemmeno linkato, né in alcun modo citato, dal sito ufficiale del PD.
Inoltre, se questo fantomatico regolamento fosse quello considerato come "valido"(?), per un candidato "non di apparato" sarebbe materialmente impossibile rispettarlo, visto che esso richiede di utilizzare "moduli nazionali scaricabili dal sito del PD", dei quali moduli però non vi è traccia né sul sito stesso, né su alcun altro sito
".

Sul blog Metilparaben (da cui abbiamo appreso la notizia) si sottolinea che: "Siamo di fronte, evidentemente, alla solita pagliacciata: niente regole e nessuna informazione, il tutto, presumibilmente, per fare in modo che i candidati siano esclusivamente quelli "di partito", e che a tutti gli altri, nell'incertezza generale, sia del tutto impedito di partecipare" (...) "E poi, 'sto partito, lo chiamano Democratico...".

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