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Incontro tra Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi

Ieri sera il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si sono incontrati e hanno parlato per due ore. Dopo l'attacco del ministro per i Beni Culturali Giancarlo Galan, che dal quotidiano Il Giornale ieri ha accusato Tremonti di aver 'commissariato il governo' e di 'far perdere voti' al centrodestra, è stato necessario un lungo colloquio tra il premier e il titolare dell'Economia per calmare le acque.

A quanto pare, tuttavia, Tremonti è stato molto chiaro. A Berlusconi ha detto di far cessare il fuoco amico. E al termine del vertice, se il Cavaliere ha spiegato che alla fine è andato tutto bene, il ministro dell'Economia, tra il serio e il faceto, ha detto: 'Come sempre abbiamo litigato, però stavolta mi sa che abbiamo superato il limite e non sappiamo come tornare indietro'.

Anche se tutto ora sembra risolto, è certo che lo scontro c'è stato e che non si è trattato di un piccolo e semplice battibecco. Il premier ha però voluto sottolineare che lui è estraneo a tutta la faccenda. Anche se la cosa, come è facile immaginare, lascia un po' sorpresi dal momento che un ministro ha attaccato un altro ministro proprio attraverso le pagine del giornale di famiglia. Eppure il presidente del Consiglio ha voluto specificare: 'Che interesse ne avrei politicamente in questa fase? Nessuno. E anche Giulio lo sa benissimo. Sa che non c'è niente di ispirato da me. Conosco Galan e il suo carattere: purtroppo quando gli stati d'animo si riflettono sui media, vediamo quali sono le conseguenze'.

Tra Berlusconi e Tremonti non c'è esattamente una passione travolgente, ma il premier ha affermato: 'Io ho condiviso le sue scelte, che abbiamo sempre discusso insieme. E i risultati nei conti pubblici dimostrano la bontà della linea adottata. Il bilancio fotografa una situazione che non consente di spendere danaro, ma impone di tagliare le spese. Stiamo intervenendo anche sulle missioni militari all'estero, per ridurre i contingenti senza diminuire la presenza e il prestigio del Paese'.

Per lo più le parole del premier sono state indirizzate a calmare le acque, a gettare, letteralmente, acqua sul fuoco, come ha più volte ripetuto. E in conclusione Berlusconi ha detto: 'Capisco che certe cose non fanno piacere, ma ogni volta che succede qualcosa ai miei ministri, li invito a pensare a quello che succede a me. 'Pensate a me', dico. Da quando sono sceso in campo, sono stato colpito penalmente, moralmente, economicamente e fisicamente'.

 (foto © LaPresse)

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