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Giulio Tremonti sull'appartamento romano: 'Ho fatto una stupidata'

  • LaPresse

Lo scandalo dell'affitto dell'appartamento di via di Campo Marzio a Roma (leggi la notizia) ha investito il ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ora parla di 'stupidata'. Dopo un lungo silenzio il ministro ha deciso di farsi avanti e di dire la sua. Tremonti ha così riconosciuto di aver fatto 'una stupidata'. Il motivo? A spiegarlo lo stesso ministro, il quale ha detto che a un certo punto ha deciso di non recarsi più a dormire in albergo o in caserma, ma nell'appartamaneto in questione, perché aveva cominciato a sentirsi spiato.

Tremonti ha affermato: 'Lo riconosco. Ho fatto una stupidata. E di questo mi rammarico e mi assumo tutte le responsabilità. Ma in quella casa non ci sono andato per banale leggerezza. Il fatto è che prima ero in caserma, ma non mi sentivo più tranquillo. Nel mio lavoro ero spiato, controllato, pedinato. Per questo ho accettato l'offerta di Milanese'. Siamo nel 2009. Il periodo in questione precede la nomina del prossimo Comandante Generale della Guardia di Finanza e all'interno della maggioranza nascono i primi dissapori. Il ministro ha quindi aggiunto: 'In tutta franchezza, non me la sentivo più di tornare in caserma. Per questo, a un certo punto, ho accettato l'offerta di Milanese. L'ospitalità di un amico, presso un'abitazione che non riportava direttamente al mio nome, mi era sembrata la soluzione per me più sicura'.

Parole forse poco sufficienti per giustificare quanto emerso, ancor più se si considera il fatto che solo poco tempo fa la sua manovra ha imposto agli italiani una stangata di ben 48 miliardi di euro. Insomma, la questione è sempre la stessa. Il popolo deve pagare, il ministro no. Può bastare aver riconosciuto di aver fatto una 'stupidata'? A voler chiedere qualcosa di più che una blanda ammissione di 'leggerezza' non ci sono solo gli italiani, ma anche l'opposizione e parte stessa della maggioranza. Anche se nella sua spiegazione, utilizzando quel 'ero spiato, controllato, pedinato', Tremonti sembra svelare qualcosa di più, un sistema poco pulito all'interno del quale si muove chi è al potere.

Il ministro dell'Economia, nel frattempo, ha ribadito la sua posizione affermando: 'La cosa più giusta è quella che ha detto Bossi, ho fatto una stupidata, e di questo mi assumo la responsabilità di fronte agli italiani'. Tremonti ha poi voluto sottolineare: 'Chi parla di evasione fiscale è in malafede. Questa accusa non la posso accettare. Sono in grado di dimostrare in modo tecnicamente e legalmente indiscutibile l'assoluta regolarità del mio comportamento, e del mio contributo alle spese di quell'affitto'.

E a proposito delle dichiarazioni dell'imprenditore Tommaso Di Lernia, secondo il quale l'affitto dell'appartamento non era pagato dal suo ex consigliere Marco Milanese, ma dall'imprenditore Angelo Proietti, che in cambio otteneva appalti dalla Sogea (leggi la notizia), ha detto: 'E' una storia di cui non so nulla. Non conosco quell'imprenditore indagato, non so nulla del contesto nel quale ha raccontato quei fatti'.

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