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Giuseppe Ferrandino, arrestato sindaco Pd di Ischia per corruzione con fondi neri CPL Concordia

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Un meccanismo ben oliato di corruzione, garantito in prima persona dal sindaco Giuseppe Ferrandino, permetteva al gruppo CPL Concordia di ottenere corsie preferenziali per gli appalti dei lavori di metanizzazione a Ischia e in altre località interessate all'ammodernamento della fornitura di gas.

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Arrestato al termine di un'indagine partita nel 2013, il primo cittadino del comune isolano a guida Pd dovrà rispondere di associazione a delinquere, riciclaggio e turbata liberà degli incanti insieme a 9 persone accusate a vario titolo degli stessi reati.

Le tangenti, secondo quanto risulta agli investigatori sulla base di prove certe emerse nel corso dell'inchiesta, venivano versate ai pubblici ufficiali degli enti locali per pilotare l'assegnazione delle opere infrastrutturali puntualmente a favore di una sola società, pronta a premiare gli amministratori con soldi e benefit di vario genere.

In questa chiave i fondi neri costituiti da CPL Concordia in Tunisia, sostengono i magistrati campani, erano una sorta di bancomat utilizzato all'occorrenza per far funzionare gli ingranaggi del consolidato sistema corruttivo che inquinava politica ed attività economiche a Ischia.

(Il sindaco del Comune di Ischia Giuseppe Ferrandino arrestato per corruzione: video)

Oltre all'esponente del Partito Democratico (considerato dagli inquirenti né più né meno un “factotum” della società incaricata della metanizzazione), in manette sono finiti il fratello del sindaco Massimo Ferrandino, l'imprenditore casertano Massimiliano D'Errico e sei dirigenti del gruppo beneficiario degli appalti truccati, dal presidente del consiglio di amministrazione al responsabile dell'area commerciale passando per l'addetto alle relazioni istituzionali della CPL.

Domiciliari invece per il responsabile dell'ufficio tecnico del comune di Ischia Silvano Arcamone, architetto di fiducia del primo cittadino e figura centrale dell'organizzazione sgominata dai carabinieri con gli arresti scattati poche ore fa su ordine del gip Amelia Primavera.

Nel mirino dell'accusa, anche i rapporti tra le persone indagate e la criminalità locale: altri nomi di pubblici funzionari, politici e imprenditori in odore di camorra potrebbero al più presto finire sul tavolo della Procura della Repubblica.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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