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Giuseppe Orsi, arrestato il presidente di Finmeccanica: tangente da 51 milioni di euro

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Era il 29 ottobre 2012 e ai giornalisti che gli chiedevano se avesse intenzione di fare un passo indietro a causa delle indagini su di lui e sul Gruppo Giusppe Orsi rispondeva: "Non ho assolutamente intenzione di dimettermi, non ne ho motivo". Oggi, passati poco più di tre mesi, il presidente di Finmeccanica è stato arrestato con l'accusa di corruzione internazionale, per una presunta tangente da 51 milioni di euro pagata al governo indiano per chiudere la vendita di 12 elicotteri Agusta Westland.

Claudio Scajola indagato su Finmeccanica

Un epilogo che lascia intuire che il cerchio su Orsi, Bruno Spagnolini (ad di Agusta, ai domiciliari) e i due intermediari svizzeri Guido Haschke e Carlo Gerosa si stava stringendo già allora, ignorato (o volutamente negato) dai diretti interessati, convinti probabilmente di farla franca, anche grazie ai legami strettissimi che da sempre intercorrono tra Finmeccanica e la politica (Orsi gode dell'appoggio del mondo cattolico, dall'UDC a CL, ed è stato messo a capo dell'azienda della Difesa dalla Lega Nord). Eppure, proprio qualche tempo fa Orsi aveva sollevato una questione di competenza sulle indagini, chiedendo che l'inchiesta fosse trasferita dalla procura di Napoli a quella di Busto Arsizio: fatto che spinge a credere che il presidente di Confindustria fosse ben informato sull'andamento dell'attività investigativa.

Ad ogni modo, i colleghi lombardi hanno completato il quadro accusatorio costruito con accuratezza dai pm napoletani Piscitelli e Woodcock, arrivando oggi a spiccare un mandato di arresto e misure cautelari per i quattro soggetti coinvolti e disponendo di pari passo numerose perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici di diversi manager di Finmeccanica. In particolare, dietro richiesta del pm titolare dell'inchiesta, Eugenio Fusco, i Carabinieri del Noe da questa mattina all'alba stanno perquisendo la sede di Agusta Westland a Cascina Costa di Samarate (Varese), altre filiali del Gruppo, gli uffici amministrativi in Piazza San Babila a Milano, uno studio legale di Cornaredo (sempre nella provincia del capoluogo lombardo) e la casa di Orsi a Sesto Calende, nel Varesotto.

Obiettivo delle indagini sono i 500 milioni di euro di una fornitura di 12 elicotteri, venduti al governo indiano nel 2010, di cui si suppone ben 51 sarebbero stati 'stornati' e utilizzati per pagare tangenti e assicurarsi così la vendita. Fatto che per l'appunto configura il reato di corruzione internazionale.

E intanto, subito dopo la diffusione della notizia, coincisa con l'apertura dei mercati, il titolo Finmeccanica ha fatto registrare un grave crollo teorico, non riuscendo a 'fare prezzo' nelle prime battute di scambi.

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