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Gli scenari possibili del voto di fiducia, l'Italia del 15 dicembre

Questa mattina Silvio Berlusconi si è presentato al Senato per chiedere il voto di fiducia che gli consenta di concludere la legislatura. Gianfranco Fini e i suoi hanno già dichiarato che non appoggeranno il Premier, ma alcuni battitori liberi, sette parlamentari, hanno in mano le sorti del paese e le loro decisioni saranno fondamentali.

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Dopo questi due giorni intensi di dibattiti e votazioni (il calendario) sono vari gli scenari futuri che si possono presentare. Secondo le previsioni al Senato il Presidente del Consiglio avrebbe la maggioranza e se, tra tradimenti, volta faccia e ripensamenti dell'ultimo minuto, riuscisse ad ottenere anche il favore della Camera, proseguirebbe nel suo operato, anche se con difficoltà. Infatti, il suo avversario più accanito (Fini) ha promesso che dal 15 dicembre in poi voterà con l'opposizione.

In questo caso potrebbe dimettesi di sua spontanea volontà e rimettere il suo mandato nelle mani del Presidente della Repubblica. Il secondo caso, cioè quello in cui non ottiene la fiducia, Berlusconi sarebbe costretto a dimettersi e Giorgio Napolitano avvierebbe le consultazioni per verificare l'esistenza di una maggioranza in Parlamento. A questo punto si aprono tre vie:

Voto anticipato: se il Capo dello Stato verifica che non c'è più la maggioranza scelta dagli elettori nel Parlamento allora è costretto a sciogliere le Camere e si andrebbe al voto entro 70 giorni dalla data di scioglimento. I più entusiasti di questa scelta sarebbero quelli della Lega, sicuri del successo elettorale.

Berlusconi-bis: Napolitano, dopo le consultazioni, rimette il mandato nelle mani dell'attuale Premier che dovrebbe creare un nuovo esecutivo, allargandolo all'Udc, come ha fatto intendere nel suo discorso questa mattina. A questo punto presenta al Parlamento il nuovo organico e chiede la fiducia. Se questa non sarà positiva (potrebbe avere contro la Lega questa volta) si passerebbe al piano precedente.

Nuovo Premier: il presidente della Repubblica dà l'incarico di creare un nuovo governo ad un altro esponente della maggioranza. Napolitano potrebbe scegliere tra il presidente del Senato Renato Schifani o l'ex premier Giuliano Amato oppure ascoltare le preferenze di Berlusconi in merito e indicare Gianni Letta, Beppe Pisanu, Angelino Alfano, Giulio Tremonti o un tecnico tra cui Mario Monti e Mario Draghi. Anche il nuovo Premier chiede la fiducia e in caso contrario potrebbe restare in carica fino alle prossime elezioni.

 (foto © LaPresse)

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