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Governo battuto alla Camera. Lega con l'opposizione

Dopo la défaillance del 27 maggio alla Camera, quando la granitica maggioranza del Pdl era stata battuta causa assenteismo di massa, oggi il governo è stato nuovamente battuto, sempre alla Camera, su un emendamento dell'Udc riguardante l'articolo 8 sul termovalorizzatore di Napoli.

L'emendamento riguarda in particolare gli stoccaggi e cancella la possibilità che la parte dei rifiuti urbani non compostata, il Cdr e quelli prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, vengano depositati in piazzole di deposito temporaneo in attesa dello smaltimento.

Determinante il comportamento della Lega Nord che ha votato con le opposizioni. Lo conferma il deputato del Carroccio Guido Dussin. Si tratta, tra l'altro, di un segnale anche in vista dell'emendamento del Carroccio che chiede che una parte dei fondi utilizzati per la risoluzione dell'emergenza siano coperti da Comuni inadempienti sulla raccolta dei rifiuti, al quale, spiega Dussin, "ci era stato detto che sarebbe stato dato parere favorevole e invece non è stato così".

Non scontato quello dell'Unione di Centro. "Con il nostro voto abbiamo evitato che i depositi temporanei di rifiuti si trasformassero in vere e proprie discariche abusive". Così ha dichiarato in una nota il capogruppo dell'Unione di Centro in Commissione Ambiente alla Camera, Mauro Libè, commentando l'emendamento in oggetto, approvato con i voti di Unione di Centro, Lega, Pd e Idv, relativo al comma 3 dell'articolo 8. "Durante tutta la discussione sul provvedimento - ha aggiunto l'esponente centrista - abbiamo dimostrato grande senso di responsabilità, pur proponendo i nostri emendamenti: ci fa piacere che la Lega abbia valutato la bontà delle nostre proposte prima ancora del posizionamento politico". "Prorogare all'infinito una situazione provvisoria per le discariche - conclude Libè - significa prestare il fianco alla criminalità organizzata, che storicamente si infiltra in queste situazioni di incertezza: un rischio, questo, da evitare oggi come in futuro".

C'è, infine, un risvolto tutto politico nella decisione della Lega di prendere le distanze dalla posizione governativa inerente all'emendamento dell'Udc sul termovalorizzatore di Napoli. Lo sottolinea Antonio Borghesi, vicepresidente dell'Italia dei Valori alla Camera: "Quello cui abbiamo assistito oggi in aula è un segnale politico da non sottovalutare". "Al di là dell'importanza dell'emendamento in questione - aggiunge Borghesi - ci appare evidente che la distanza tra la Lega e il Governo aumenta ogni giorno di più. Già ieri, con la non concordanza di due questioni riguardanti il decreto fiscale, si erano avute le prime anticipazioni di una crepa che è destinata a diventare molto profonda. Quanto accaduto oggi dà riprova di ciò che noi abbiamo sempre saputo: la spaccatura è inevitabile".

A ciò si aggiunge la dichiarazione del Premier, rilasciata poche ore fa: "Da parte nostra ci sarà l' indicazione di approvare il trattato dell'Unione Europea da parte di tutti e 26 i Paesi che restano, oltre l'Irlanda. Il ventisettesimo, l'Irlanda, dovrà dare una sua soluzione". A cui replica il capogruppo della Lega Nord alla Camera Roberto Cota: "La posizione della Lega Nord è nota e non cambia. Noi riteniamo giusto che sul trattato europeo si faccia un referendum, abbiamo presentato una proposta di legge sia alla Camera che al Senato".

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