Excite

Governo Bersani 2013: gli otto punti per il Parlamento

  • Getty Images

Il governo Bersani 2013 si farà? Si. No. Forse. A seconda della campana, gli scenari che si prospettano sono tutti diversi, ma a sentire lui, il segretario del Pd, la prossima settimana il centrosinistra si presenterà da Giorgio Napolitano con una proposta e la porterà avanti fino alla fiducia in Parlamento.

Grillo: "Pd e Pdl votino fiducia a governo 5 Stelle"

"Chiamatelo come volete: governo di minoranza, governo di scopo, non mi interessa", dice oggi in un'intervista a La Repubblica Bersani, spiegando: "Mercoledì prossimo lo proporrò in direzione, poi al Capo dello Stato: io lo chiamo un governo del cambiamento, che mi assumo la responsabilità di guidare, che propone sette o otto punti qualificanti e che chiede in Parlamento la fiducia a chi ci sta".

Già, ma chi ci starà? Nelle fila del Pd c'è ottimismo per quello che nei giorni scorsi è stato definito lo 'scouting' dei parlamentari grillini: ovvero, sarebbe stato individuato un numero di esponenti del Movimento 5 Stelle pronti ad appoggiare le proposte del Partito democratico che, insieme ai rappresentanti eletti della lista di Mario Monti, darebbe alla coalizione di centrosinistra la possibilità di governare senza troppi patemi.

Grillo: "Bersani morto che parla, M5S non voterà la fiducia". Il leader Pd: "Venga in Parlamento"

Tra il dire e il fare, però, come si dice, c'è di mezzo il mare e dunque bisognerà arrivare con un programma convincente, capace cioè di ottenere la fiducia dei suddetti grillini. E in tal senso i punti programmatici ci sarebbero già: il lavoro, il dimezzamento del numero dei parlamentari eletti, le leggi contro i costi della politica, le norme anti-corruzione e sul conflitto di interessi, lo sblocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, l'aiuto ai comuni e la green economy. Una base su cui - anche stando a quanto scritto da Beppe Grillo sul proprio blog - si potrebbe instaurare un dialogo proficuo: "Se Bersani vorrà proporre l'abolizione dei contributi pubblici ai partiti sin dalle ultime elezioni lo voteremo di slancio, se metterà in calendario il reddito di cittadinanza lo voteremo con passione", ha dichiarato infatti il leader del Movimento 5 Stelle.

Certo, vero è che non si potrà ignorare l'opposizione. Ma se da una parte Bersani apre all'ipotesi di offrire alte cariche al Pdl, "sui ruoli istituzionali siamo pronti a esaminare tutti gli scenari", dall'altra resta irremovibile circa la possibilità di un 'governissimo' con Silvio Berlusconi: "Ora basta, di occasioni per dimostrarsi responsabile ne ha avute e le ha sprecate tutte". Una dichiarazione sicuramente vera, ma anche di comodo: il segretario infatti sa benissimo che l'inciucio con l'avversario di sempre decreterebbe "la morte del Pd", con un emorragia di elettori di fronte alla quale i tre milioni e passa di voti in meno delle ultime politiche sarebbero quisquilie.

Berlusconi, videomessaggio su Facebook al Pd: "Serve governabilità"

Del resto, come dichiara oggi a Il Corriere Alessandra Moretti, portavoce di Bersani, "escludo inciuci con il Pdl e sono contraria a offrire a Berlusconi il Senato". "Noi stessi", dichiara l'onorevole, "faremmo fatica a votare la fiducia a un governo con Berlusconi, che è il nostro legittimo impedimento. Ci sarebbe una spaccatura dentro il Pd". E sull'ipotesi di un Matteo Renzi premier, che sta prendendo piede in queste ore, getta acqua sul fuoco: "Se Renzi fosse ritenuto decisivo per promuovere un approccio diverso saremmo tutti pronti a lavorare per questa soluzione", ma: "Che senso ha accanirsi con Bersani, come fosse l'unico responsabile della sconfitta? Cerchiamo di essere responsabili. La resa dei conti sarebbe un suicidio".

Eppure il segretario del Pd sa di essere arrivato al capolinea e che se anche la base non dovesse chiedere la sua testa mercoledì, questa comunque per lui è l'ultima interpretazione da protagonista: "Sono due anni che dico che questo 2013 per me è l'ultimo giro. Lo so e l'ho sempre saputo. Ma da mozzo o da comandante io non lascio la nave". Dunque tutto rinviato alla direzione della prossima settimana, con in più l'incognita di una suggestione che sta prendendo fortemente piede negli ambienti della politica romana, e cioè un 'congelamento' delle più alte cariche istituzionali dello Stato, con Giorgio Napolitano ancora al Colle e Mario Monti ancora alla guida del governo, per il tempo necessario ad approvare le leggi più urgenti e traghettare l'Italia a nuove elezioni. Oppure, altra ipotesi, con l'elezione di un nuovo Presidente della Repubblica e Napolitano, a quel punto 'semplice' senatore, a capo di un governo di transizione. Dunque, nascerà l'esecutivo del centrosinistra? Chi vivrà, vedrà...

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017