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Il Governo chiede un taglio dei prezzi carburante alle compagnie petrolifere

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Ieri il Governo ha finalmente convocato un "tavolo" sulla benzina, al fine di fare il punto sui prezzi dei prodotti petroliferi alla pompa. Una nota del Ministero competente motivava così la richiesta di un incontro: "Tale convocazione giunge in seguito alle recenti rilevazioni elaborate dall'Osservatorio prezzi e tariffe del Mise e ai dati diffusi negli scorsi giorni dalla Commissione europea, secondo i quali, al netto della componente fiscale, persistono nel nostro Paese criticità oggettive e peculiari all'adeguamento dei trend di prezzo europei". Bene, ce ne eravamo accorti.

Oggi, in seguito alla chiamata governativa, il Ministro dello Sviluppo economico ha incontrato i rappresentanti della filiera dei carburanti, onde provare ad arginare la costante impennata del costo di benzina e gasolio a danno dei consumatori.

Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo, è uscito mediamente soddisfatto dall'incontro con le compagnie petrolifere: "Il governo si aspetta da oggi stesso una riduzione dei prezzi del carburante di almeno 4-5 centesimi al litro, oltre alla riduzione di 2 centesimi già avvenuta". Ha poi spiegato che il ministero ha rivolto un fermo invito sia ai distributori che alle compagnie ad allineare il prezzo alla media europea. De Vincenti ha infine ribadito che "il prezzo deve scendere in base al Platt's", cioè il listino internazionale.

Nel corso della riunione, il Ministero "ha richiamato i rappresentanti della filiera dei carburanti alla necessità di allineare i prezzi dei prodotti petroliferi alla pompa all'andamento del mercato internazionale della materia prima raffinata, così da riavvicinare il prezzo medio Italia a quello medio europeo". E "le compagnie petrolifere e i gestori si sono impegnati a procedere da subito a un ulteriore ribasso, dopo quello già registrato all'inizio di questa settimana". Il Ministero dello Sviluppo economico, attraverso anche il Garante Prezzi, continuerà a monitorare la situazione "affinchè la situazione italiana si allinei con la media europea". Lo stesso monitoraggio sta avvenendo con il tavolo di confronto sulla dinamica dei prezzi del GPL.

E le accise, quelle famose vecchissime tasse statali che gravano moltissimo (52%) sul costo finale del carburante, verranno tagliate? Pare di no. Il Governo sta lavorando a un provvedimento tecnico che consenta di "sterilizzare gli effetti dell'aumento del prezzo sull'Iva". In sintesi: 4/5 centesimi in meno e niente abrogazione di qualsivoglia accisa. A voi basta come soluzione?

Intanto ecco l'elenco delle accise, significativamente espresse in lire, che attualmente paghiamo sul costo del nostro carburante:

  • 1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935
  • 14 lire per il finaziamento della crisi di Suez del 1956
  • 10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963
  • 10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966
  • 10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968
  • 99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976
  • 75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980
  • 205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983
  • 22 lire per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996
  • 39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004

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