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Governo esplorativo Bersani 2013, Napolitano: "Urgenza di un esecutivo"

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Dopo due giorni di consultazioni, una notte di riflessione e molti dubbi, Giorgio Napolitano oggi alle 17 ha convocato Pierluigi Bersani al Quirinale e dopo circa mezz'ora si è presentato ai giornalisti per dare conto della sua decisione, confermando quanto si aspettavano in molti, ovvero l'assegnazione di un mandato esplorativo al leader della coalizione di centrosinistra. Il segretario del Pd, dunque, dovrà "verificare l'esistenza di un sostegno parlamentare certo, tale da consentire la formazione di un governo con la fiducia delle due Camere", riferendo "sull'esito di detta verifica appena possibile".

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Il Capo dello Stato ha motivato la sua scelta con un discorso di grande trasparenza, con il quale ha voluto condividere con le forze politiche chiamate in causa e soprattutto con gli elettori le preoccupazioni e le necessità che lo hanno portato a conferire l'incarico a Pierluigi Bersani. Dopo avere ricordato dunque che il mandato al segretario del Pd "è il primo passo del cammino che dovrà condurci al più presto al raggiungimento dell'obiettivo", ovvero "un esecutivo e una normale e piena attività legislativa", ha sottolineato l'importanza di "mostrare a noi stessi e all'Europa quanto coltiviamo e apprezziamo il valore della stabilità istituzionale e finanziaria", dicendo che "la vitalità e la fecondità della nuova legislatura e del nuovo parlamento" concorrono al "consolidamento dell'Unione Europea".

Napolitano ha quindi affermato di aver recepito dalle consultazioni un "senso di larga condivisione" di dette necessità, pur con "diverse indicazioni circa il modo di risolvere la crisi e di aprire il confronto in Parlamento", e rimarcando che "non si può ignorare la vastità e l'acutezza del malessere sociale" e che bisogna altresì prestare ascolto alla "asprezza dell'insoddifazione e della polemica verso i partiti e il meccanismo politico istituzionale" ha spiegato che sia il Movimento 5 Stelle che altre formazioni "hanno espresso la volontà di un deciso cambiamento".

Alla luce di queste considerazioni e rilevando "difficoltà" alla formazione di "un governo di vasta unione ovvero di grande coalizione", come suggerito da Silvio Berlusconi e dal Pdl, in base alla constatazione che lo schieramento di centrosinistra si trova "obiettivamente in una condizione più favorevole", poiché ha la maggioranza assoluta alla Camera e quella relativa al Senato, il Capo dello Stato ha dunque deciso di affidare il mandato a Bersani, con una formula che come spiega Stefano Ceccanti su Twitter "è tecnicamente un pre-incarico, vincolato nel tempo e su sostegno certo nelle due Camere".

Dopo avere ribadito (e auspicato) la "necessità larghe intese tra gli opposti schieramenti su scelte di interesse generale", Napolitano ha quindi lasciato al parola a Bersani. Il segretario del Pd si è così presentato ai giornalisti per una brevissima dichiarazione, durante la quale ha prima ringraziato il Capo dello Stato e poi ha spiegato rapidamente come intende procedere, consultando "le forze parlamentari" e anche "i principali soggetti sociali". "Comincerò da subito", ha detto Bersani congedandosi, ribadendo poi su Twitter la propria linea di pensiero e di azione: "Svolgerò questo incarico con massima determinazione e ricercando la ponderazione e l'equilibrio a cui Napolitano ha fatto riferimento".

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