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Governo, Letta scioglie la riserva: tra i ministri Bonino, De Girolamo, Cancellieri. Alfano vicepremier

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Enrico Letta ha annunciato di fronte ai cronisti riuniti nella sala stampa del Quirinale la sua decisione sulla formazione del nuovo governo: il premier incaricato ha sciolto la riserva sull'incarico affidatogli dal Presidente Giorgio Napolitano e ha comunicato la lista ufficiale dei ministri. Il giuramento è previsto per domenica 28 aprile nella sala delle feste del Palazzo del Quirinale alle 11.30.

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La sala stampa del Quirinale è stata aperta alle 17 per permettere a Letta di rendere nota la sua decisione, dopo che era stato a colloquio con il presidente Napolitano dalle 15 del pomeriggio per riferire sullo stato delle consultazioni. Il segretario del Quirinale Donato Marra ha annunciato ai cronisti la scelta di Letta di sciogliere la riserva, prima di lasciare spazio alla comunicazione della lista dei ministri da parte dello stesso Letta. Il premier ha ringraziato il Presidente Napolitano esprimendo "sobria soddisfazione per la squadra di ministri che siamo riusciti a formare, per la disponibilità riscontrata e le competenze messe a servizio del Paese", ma soprattutto "per il record di presenze femminili e il ringiovanimento della squadra di governo".

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Ecco la lista dei ministri del governo Letta. Angelino Alfano sarà ministro degli Interni e vicepremier, al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali il presidente dell'Istat Enrico Giovannini, Fabrizio Saccomanni (direttore generale di Bankitalia) all'Economia, Beatrice Lorenzin (Pdl) alla Salute, Maurizio Lupi (Pdl) alle Infrastrutture e Trasporti, Nunzia De Girolamo (Pdl) alle Politiche per l'Agricoltura, agli Esteri a sorpresa è stata indicata la leader radicale Emma Bonino, alla Giustizia arriva il ministro degli Interni uscente Anna Maria Cancellieri, Mario Mauro di Scelta civica andrà alla Difesa, Flavio Zanonato (sindaco di Padova in quota Pd) allo Sviluppo economico, Maria Chiara Carrozza (rettore del Sant'Anna di Pisa, eletta tra le file del Pd) all'Istruzione, Massimo Bray (Pd) ai Beni Culturali, Andrea Orlando (Pd) va all'Ambiente.

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Tra i ministeri senza portafoglio, allo Sport e alle Pari Opportunità andrà una delle più grandi atlete italiane, la canoista olimpica Josefa Idem (Pd), Cecile Kyenge del Pd sarà ministro dell’integrazione, Carlo Trigilia andrà alla Coesione territoriale, Dario Franceschini (Pd) ai Rapporti col Parlamento, agli Affari regionali il presidente dell'Anci Graziano Delrio, agli Affari Ue viene confermato Enzo Moavero Milanesi, il centrista Gianpiero D’Alia sarà ministro della Pubblica amministrazione, a Quagliariello (Pdl) vanno le Riforme istituzionali. Filippo Patroni Griffi è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Dopo l'annuncio di Letta, il Presidente Napolitano è intervenuto con una comunicazione irrituale per augurare "buon lavoro al presidente del Consiglio Enrico Letta" ma soprattutto per ribadire che "questo l'unico governo possibile". Napolitano si è rivolto ai cronisti invitando a non cercare definizioni particolari per definire l'esecutivo in partenza: "Non c'è bisogno di alcuna formula speciale per questo governo, è un governo politico, formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi della nostra Repubblica parlamentare". Napolitano ha poi riconosciuto a Letta di essersi adoperato in totale autonomia per la formazione di governo e ha concluso auspicando una "fervida coesione" tra le forze politiche per un governo "nato dalle intese tra forze parlamentari che garantiranno la fiducia delle due Camere, come dice la Costituzione".

Confermate dunque le ultime indiscrezioni filtrate dopo le consultazioni, che volevano la squadra di governo composta da volti prevalentemente nuovi, senza ex ministri del governo Prodi (ad eccezione di Emma Bonino) né di quello Berlusconi (tranne che per Alfano, ex Guardasigilli), ma con qualche conferma di tecnici di Monti (Moavero e Cancellieri). Un governo di cui Letta ha sottolineato le competenze, evidenziando la scelta di personalità esperte ma in gran parte nuove rispetto all'esperienza di governo. Leggermente disatteso invece, il proposito di una squadra di governo snella: si era parlato di 15-18 ministri, mentre in totale la lista di Letta indica 21 dicasteri. Alta la presenza femminile, sottolineata dal neopremier come un "record" di quote rosa, così come evidente è il ricambio generazionale: l'età media dei componenti del nuovo esecutivo, secondo il calcolo della Coldiretti, è di 53 anni.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il segretario dimissionario del Pd Pierluigi Bersani ha espresso soddisfazione per la squadra di governo approntata dal suo vice Letta: "Nel necessario compromesso della squadra c'è freschezza e c'è solidità". Resta critica la forza parlamentare che fa capo a Nichi Vendola: "La lista dei ministri presentata da Enrico Letta non cambia il nostro giudizio negativo sul profilo e sulla natura politica del nuovo governo: le larghe intese" ha dichiarato la capogruppo di Sel al Senato Loredana De Petris, confermando che il partito resterà all'opposizione esprimendo forte "avversità al governissimo". Ancora più critica la dichiarazione dello stesso Vendola: "Altro che rivoluzione! Questo governo è un'intelligente operazione di Restaurazione".

Giudizio sferzante di Grillo su Twitter: "Con il #governoLetta il terzo giorno è resuscitato Barabba". Il leader 5 Stelle scrive in risposta a Letta riprendendo la sua stessa polemica sul "25 aprile morto" perchè tradito dall'inciucio, cui il premier incaricato aveva replicato "dopo 3 giorni c'è la resurrezione". Il Movimento 5 stelle ribadisce la sua opposizione al nuovo governo con le parole del capogruppo al Senato Vito Crimi: "Non sono tanto i nomi che possono fare la differenza anche perché, tranne qualcuno, girano tutti intorno alla vecchia politica - ha dichiarato all'Agi - Non sono nomi che ci fanno cambiare opinione su come è nato questo governo e sulle dinamiche. Per noi contano i fatti. Resta un programma preciso. Vedremo".

Soddisfatto Silvio Berlusconi, che mette il marchio di fabbrica sul nuovo esecutivo con tanti ministri del Pdl e soprattutto con la presenza di Alfano in un ministero chiave come quello degli Interni, ma ci tiene a sottolineare: "Abbiamo trattato senza porre alcun paletto, senza impuntarci su nulla. Così abbiamo contribuito a fare il governo in poco tempo". Apprezzamenti sono arrivati da Confindustria, che ha sottolineato la rapidità della formazione del governo da parte di Letta ed ha auspicato altrettanta velocità nella predisposizione di provvedimenti economici efficaci a rilanciare le imprese italiane. Non si sbilancia la Lega Nord, che aveva annunciato la sua opposizione all'esecutivo di larghe intese. Roberto Maroni ha commentato così su Twitter le scelte di Letta: "Governo così così. Bene il ricambio generazionale e Alfano all'Interno, ma alcuni ministri c'entrano davvero poco con l'incarico ricevuto".

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