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Governo Letta, viceministri e sottosegretari: Micciché, Biancofiore e Fassina tra gli altri

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Si è chiusa ieri, a sorpresa, la partita su viceministri e sottosegretari del nuovo governo Letta. Per evitare che le tensioni che si stavano accumulando tra i partiti degenerasse, il premier infatti ha deciso di convocare un consiglio dei ministri serale, durante il quale sono stati nominati 10 viceministri e 30 sottosegretari. Una squadra snella, se si considera la richiesta avanzata da Denis Verdini del Pdl di allargare il numero dei secondi (che è fissato a 40, massimo 45), ma più numerosa di quella del precedente governo Monti, dove i vice erano 26, che ha finito col ripescare una serie di esclusi eccellenti e di personaggi dal curriculum non esattamente immacolato.

Governo Letta, viceministri e sottosegretari: le foto

Scendendo nello specifico, per quanto riguarda la Presidenza del Consiglio, i sottosegretari sono Sesa Amici (Pd) e Sabrina De Camillis (Pdl) ai Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo, Micaela Biancofiore alle Pari Opportunità, Gianfranco Miccichè alla Pubblica Amministrazione e Semplificazione e poi Walter Ferrazza agli Affari Regionali e Autonomie e Giovanni Legnini all'Editoria e Attuazione Programma.

Al Viminale la nomina di viceministro va a uno dei 10 saggi di Napolitano, Filippo Bubbico (forse come indennizzo per la mancata assegnazione del Ministro dell'Economia), e i sottosegretari sono Domenico Manzione (Pdl) e Giampiero Bocci (Pd), mentre agli Esteri i viceministri sono tre: la riconfermata Marta Dassù, Lapo Pistelli (Pd) e Bruno Archi (Pdl), con quest'ultimo che in qualità di teste al processo Ruby ha dichiarato che al pranzo istituzionale del 2010 con l'allora presidente egiziano si parlò della ragazza come parente del rais. Sottosegretario invece è Mario Giro (Scelta Civica). Per quanto concerne la Giustizia, i sottosegretari sono il magistrato Cosimo Ferri, sponsorizzato dal Pdl, e l'avvocato bersaniano Giuseppe Beretta, mentre alla Difesa vanno Roberta Pinotti (Pd) e Gioacchino Alfano (Pdl).

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I nomi per le Infrastrutture e Trasporti sono invece quelli del viceministro e sindaco Pd di Salerno, Vincenzo De Luca (indagato nell'ambito dell'inchiesta per il progetto urbanistico Crescent), e dei sottosegretari Erasmo De Angelis (giornalista ambientalista e presidente di Publiacqua Toscana) e Rocco Girlanda (Pdl). Alle Politiche Agricole Forestali e Alimentari vanno quindi Maurizio Martina e Giuseppe Castiglione (prosciolto da un'accusa di associazione mafiosa e assolto da un'altra di turbativa d'asta), all'Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare Marco Flavio Cirillo, ai Beni, Attività culturali e turismo Simonetta Giordani e Ilaria Borletti Buitoni, all'Istruzione, Università e Ricerca Gabriele Toccafondi, Marco Rossi Doria e Gianluca Galletti e alla Salute Paolo Fadda.

Nei Ministeri chiave del Lavoro e della Politiche Sociali Cecilia Guerra è confermata viceministro, con Jole Santelli (Pdl) e Carlo Dell'Aringa (Pd) sottosegretari, mentre all'Economia e Finanze Stefano Fassina (Pd) e Luigi Casero (Pdl) sono viceministri e Pierpaolo Baretta (Pd) e Alberto Giorgetti (Pdl) sottosegretari. Infine, allo Sviluppo Economico vanno come vice Carlo Calenda e Antonio Catricalà e come sottosegretari Simona Vicari e Claudio De Vincenti.

La squadra, precisano da Montecitorio, è stata composta seguendo il Manuale Cencelli, all'insegna di un bilanciamento non solo dei partiti, ma anche delle correnti a essi interne, e nel segno dell'austerità "ai sottosegretari parlamentari non verrà corrisposto lo stipendio aggiuntivo", mentre il trattamento dei vice sarà "uniformato a quello dei sottosegretari".

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