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Governo Monti: fino a fine legislatura nel 2013

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A due giorni dal nuovo incarico di Presidente del Consiglio, Mario Monti ha dichiarato le sue volontà di un governo da lui condotto sino a fine legislatura, nel 2013. Le sue decisioni, espresse ieri sera in conferenza stampa, vedono la presenza, nel suo esecutivo, anche di politici e non solo di tecnici.
L’obiettivo deve essere la “coesione” per il paese in questo momento difficile “per trasformalo in opportunità”. In merito ai partiti politici sostiene che “l’importante è che diano un appoggio senza il quale non mi accingerei al compito”.

Mario Monti (foto)

Le misure da adottare in questa fase “delicatissima”, come più volte sottolineato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, riguardano sicuramente “sacrifici” – anche per delle scelte impopolari - ma non saranno “lacrime e sangue”.
In merito alla nuova manovra, in cui si era parlato di tassa patrimoniale, di ritorno dell’ICI sulla prima casa e dell’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, Monti sottolinea che “è prematuro dire qualcosa”.

Intanto i partiti ancora vacillano sull’approvazione del nuovo governo Monti. La Lega è in netta opposizione, non vuole il “bocconiano”, vede il golpe dietro questo nuovo governo tecnico e invoca la secessione come prima soluzione. Idv di Antonio Di Pietro è ancora scettica ,“non si metterà di traverso, ma voterà la fiducia sulla base dei programmi e della squadra”. Il Terzo Polo, invece è l’unico deciso su questo nuovo governo e dà l’appoggio “senza se e senza ma”.
Angelino Alfano del Pdl sottolineerà, oggi in fase di consultazione, di non voler dare il “consenso al buio” e di non voler accettare nessun politico né tra ministri né tra sottosegretari. Anche il Pd appoggia un governo prettamente tecnico ed esclude la presenza di politici nella squadra esecutiva, per timore di un riflesso negativo sulle elezioni, per via del “sedersi” accanto ai rappresentanti del Pdl.

In mattinata termineranno le consultazioni con i partiti politici. Alle 9.30 ci sarà l’incontro con le rappresentanze del Pd, alle 11 con quelle del Pdl e nel pomeriggio con le parti sociali.
Domani il nuovo premier definirà la squadra dei suoi ministri. Intanto è partito il totoministri, si vocifera la presenza di Giuliano Amato e Gianni Letta come vicepremier. Ma a sedere le poltrone in Parlamento, probabilmente anche delle donne, tra le papabili Lucrezia Reichlin, Irene Tinagli, Claudia Mancina, Anna Donati, Chiara Saraceno e Livia Pomodoro. Per il Ministro della Giustizia sono, evidentemente, in gioco tre nomi: Cesare Mirabelli, Piero Alberto Capotosti o Valerio Onida, ex presidenti della Consulta. Allo Sviluppo Economico emerge il nome di Carlo Secchi, al Ministero dei Beni Culturali, quello di Andrea Ricciardi e Lorenzo Ornaghi, molto probabilmente al ministero dell’Istruzione.

Nulla è certo, ma sicuramente al momento Mario Monti ha definito solo i numeri della sua squadra: dodici ministri, e non oltre venti sottosegretari, tutti tecnici per un esecutivo equilibrato e snello.

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