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Berlusconi dimesso, Governo a Monti: ministri in due giorni

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Un weekend storico per la politica italiana, quello appena concluso con le dimissioni di Berlusconi e l'incarico di Governo a Monti: ministri da scegliere ora per formare la squadra chiamata a portare l'Italia fuori dalla crisi.

Sabato la Camera ha approvato la legge di stabilità, e Berlusconi è salito al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni. Sotto ai palazzi del potere numerosi cittadini radunati dal pomeriggio per contestare il premier uscente e i suoi ministri. In centinaia a Palazzo Chigi e Palazzo Grazioli, ma era solo l'antipasto di una grande festa collettiva che ha visto come location il Quirinale.

Guarda le foto della festa al Quirinale per le dimissioni di Berlusconi

E' a piazza del Quirinale che migliaia di cittadini si sono radunati, muniti di spumante, per festeggiare la caduta di Berlusconi. Clima da "finale dei mondiali", trenini e cori di tutti i generi per Silio: "buffone", "mafioso", "Italia libera". Sono volate anche alcune monetine, molto poche per la verità, a ricordare un'altra caduta storica, quella di Craxi.

Dopo l'annuncio delle dimissioni è continuata una serata particolare per le vie del centro di Roma, con caroselli di auto e moto che hanno visto come "bersaglio" principale via del Plebiscito, con lo spazio antistante Palazzo Grazioli (residenza di Berlusconi) letteralmente invaso. Piccoli momenti di tensione ma nessun reale problema, nemmeno qualche ora prima quando i ministri - tutti pesantemente contestati - erano giunti lì per l'ultimo vertice prima delle dimissioni.

Video: Carfagna contestata, lei risponde con lo "sguardo furioso"

Ieri è stata invece la giornata delle consultazioni di Napolitano, che ha velocemente incontrato i presidenti delle Camere e le delegazioni di tutti i partiti, prima di consegnare ufficialmente l'incarico a Mario Monti. In piazza i cori anti-Berlusconi sono stati rimpiazzati da cori anti-Monti: davanti al Quirinale c'è stata infatti una manifestazione di elettori del Pdl, poche centinaia di persone che hanno invocato "elezioni subito" e "via i banchieri dal governo", poi si sono spostati a Palazzo Grazioli dove hanno osannato Berlusconi.

Lo stesso Berlusconi ha deciso di intervenire in prima persona con un videomessaggio, che nel passaggio "amo l'Italia", ha citato il suo stesso messaggio della discesa in campo nel 1994. Berlusconi ha spiegato di essersi dimesso per amor di patria e di essersi intristito per gli insulti ricevuti. Poi ha annunciato di non arrendersi: "Da domani raddoppierò il mio impegno nel Parlamento e nelle istituzioni per rinnovare l'Italia. Non mi arrenderò finchè non saremo riusciti ad ammodernare l'Italia e a liberarla dagli egoismi".

Guarda l'ultimo videomessaggio di Berlusconi

Ma ieri è stata soprattutto la giornata di Giorgio Napolitano e Mario Monti. Il presidente della Repubblica ha condotto con grande sveltezza le consultazioni, dove tutti i partiti (compreso il Pdl con Alfano) hanno garantito appoggio al nuovo governo. "Il tentativo che oggi propongo è difficile - ha detto Napolitano - dopo anni di contrapposizioni e di scontri nella politica nazionale, e di molti inascoltati appelli alla moderazione, a un confronto non distruttivo. Ma confido che si voglia largamente incoraggiare nell'incarico di formare il nuovo governo il senatore professor Mario Monti, personalità indipendente, rimasta sempre estranea alla mischia politica, e al tempo stesso dotata di competenze ed esperienze che ne fanno una figura altamente conosciuta e rispettata in Europa".

Il nuovo premier, Mario Monti, ha accettato l'incarico con riserva ed ha già iniziato le consultazioni: entro due giorni sarà pronta la squadra dei ministri. "Intendo adempiere a questo compito - ha detto Monti - con grande senso di responsabilità e di servizio verso il nostro paese. In un momento di particolare difficoltà per l’Italia, il paese deve vincere la sfida del riscatto, deve tornare a essere elemento di forza, non di debolezza, dell’Unione Europea che abbiamo fondato. Le consultazioni che svolgerò saranno condotte con il senso dell’urgenza, ma con scrupolo, e quando sarò in grado di sciogliere la riserva ritornerò dal Presidente della Repubblica".

Ora il nodo più difficile, scegliere ministri che possano andar bene a Pd e Pdl: Monti ha spiegato ieri che "Le voci che sono circolate attinenti ai tempi e ai nomi sono pura fantasia", ma sicuramente i ministri scelti dal nuovo premier saranno tecnici o comunque non parlamentari. Quel che è certo è che si è partiti col piede giusto: i mercati hanno "benedetto" il nuovo premier, lo spread è sceso e la borsa parte col segno più.

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