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Grasso e La Mantia da Piroso, l'intervista esclusiva per Blogo in diretta

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Intervista doppia, oggi, per Antonello Piroso: il direttore di Blogo.it ospita infatti nel suo web talk in diretta l'esponente del Pd e candidato al Senato come capolista nel Lazio, Pietro Grasso, e il cuoco siciliano Filippo La Mantia. Una coppia di personalità di sicuro interesse, che Piroso introduce raccontando un aneddoto relativo a una sua cena nel ristorante di La Mantia: "Ho visto Ciancimino, Dell'Utri, Maroni seduti in diversi tavoli", ottenendo la pronta e ironica risposta di Grasso: "E' ben frequentato".

La diretta con Pietro Grasso e Filippo La Mantia

Il discorso passa quindi sul che cosa significhi essere siciliani e, ancora di più, palermitani, dato che entrambi gli ospiti sono originari della città insulare. "Io siciliano? No, palermitano. Ho passato anni a giustificarmi", dice infatti il cuoco, mentre l'ex procuratore nazionale antimafia afferma: "Ho sempre vissuto la palermitudine con orgoglio. L'idea di fare il magistrato vedendo morti ammazzati".

Una dichiarazione, quella di Grasso, che porta ad affrontare il tema della legalità e della situazione giuridica italiana, con il controverso e sempre dibattuto fatto delle leggi ad personam, la presenza in parlamento di soggetti per i quali sono in corso procedimenti di vario genere e l'annosa questione del sovraffollamento delle carceri. Argomento che porta inevitabilmente a parlare dell'esperienza di La Mantia in carcere, con il cuoco che ricorda il periodo trascorso in prigione per errore, fino alla liberazione ottenuta grazie all'intervento di un suo altro illustre concittadino, Giovanni Falcone, che Grasso omaggia dicendo: "Studiando gli atti di Falcone e Borsellino ho cominciato a capire cos'era la mafia".

E proprio da qui il direttore introduce la vicenda della trattativa Stato-mafia. Un fatto che Grasso, parlando da "cittadino", dice che va ancora approfondito, perché "c'è altro da scoprire", aggiungendo quindi che lo Stato non può tollerare alcun tipo di "vicinanza" e "dialogo" con la mafia, perché quest'ultima non dà mai nulla per nulla e "cerca sempre di ottenere dei vantaggi".

La parte conclusiva dell'intervista è quindi dedicata alla politica e alla scelta (o non scelta) di prendervi parte. "Mi hanno proposto di fare politica, mi viene da ridere ma è così. No ho diplomazia, vivo di istinto", dichiara La Mantia, mentre Grasso spiega di aver accettato di entrare in campagna elettorale con il Pd ponendo due condizioni fondamentali: "Uno, uscire dalla magistratura e due, non candidarmi nel Sud, dove esercitavo", facendo inevitabilmente pensare, per contrapposizione, alla posizione di Antonio Ingroia. L'ex procuratore antimafia, infine, boccia la proposta di Silvio Berlusconi sull'Imu, dicendo che lui quei soldi piuttosto che ridarli indietro li utilizzerebbe per esempio per creare lavoro per i giovani.

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