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Grecia al voto, sfida tra Alexis Tsipras e Vangelis Meimarakis

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Urne aperte in Grecia nella giornata di oggi a partire dalle 7 infatti dopo le dimissioni di Alexis Tsipras si torna a votare dopo appena 8 mesi dalle scorse votazioni del 25 gennaio che sancirono il successo di Syriza. Troppe cose però sono avvenute in questo lasso di tempo infatti il braccio di ferro con i creditori europei ha via via snaturato la ventata di novità rappresentata dal Premier, soprattutto dopo il suo distacco con l’ex Ministro delle Finanze Yanis Varoufakis.

Leggi i dettagli dell'accordo di Alexis Tsipras con i creditori europei

Se in Grecia assistiamo a una profonda crisi economica, non è di certo lo stesso per quanto concerne la regola democratica. Il popolo greco infatti è nuovamente chiamato ad esprimere il proprio parere e, anche se la scelta è dura e la situazione complessa, è pur sempre una scelta di consultazione popolare.

Dopo aver perso la maggioranza in Parlamento, dunque, Tsipras ci riprova e spera di poter contare, nel caso si preannunciasse un nuovo mandato, di un margine ampio al fine di poter governare in modo più lungimirante. "Oggi la Grecia esercita il suo diritto democratico e decide del proprio futuro. Serve un governo forte con un mandato per quattro anni” ha infatti detto il leader di Syriza dopo il suo voto nel seggio di Kypseli, il quartiere popolare di Atene dove risiede.

Sfidante numero uno di questa contesa è il conservatore Vangelis Meimarakis, presidente di Nea Dimokratia e anche se i sondaggi danno per favorito l’ex Premier, in Grecia si vivono queste elezioni in maniera più distaccata, forse perché la popolazione ha ormai perso quella spinta di riscossa, dopo la Primavera greca di cui si era fatto artefice Alexis Tsipras.

(Guarda il video della Grecia al voto dopo le dimissioni di Alexis Tsipras)

In effetti la disillusione dei cittadini è data dalla consapevolezza che chiunque andrà a governare ha già un memorandum dettato dai creditori internazionali ossia nuova austerità in cambio di 86 miliardi di euro in prestiti in tre anni. In tale situazione, potrebbero avere la meglio l’astensionismo e zero sorprese, probabilmente perché i Greci hanno vissuto sulla propria pelle l’esito di una riscossa mancata.

Primo disilluso di Syriza è certamente Yanis Varoufakis che ha già annunciato a Press project che non voterà per Tsipras (come prevedibile) ma per "Unità popolare", la neo-formazione dei dissidenti euroscettici guidato da Panagiotis Lafazanis.

Si concluderanno dunque alle 19 (18 ora italiana) le elezioni greche che saranno seguite dagli exit poll. Comunque una consultazione popolare, quella del Paese ellenico, che effettivamente non sta suscitando molto clamore come avvenne invece appena 8 mesi fa. Forse perché il cammino è già segnato e probabilmente perché sembra dissolto ormai in una serie di cavilli burocratici e tecnocratici quell’idea che un’altra Europa, un’altra Grecia è possibile.

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