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Grecia, assedio al Parlamento: lo sciopero generale contro l'austerity

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La seconda giornata di sciopero generale ad Atene è culminata in scontri e tafferugli a Piazza Syntagma, davanti al Parlamento: la sede dell'assemblea nazionale è assediata dai manifestanti, che hanno lanciato bombe molotov e pietre verso il Palazzo. Decine di migliaia di cittadini sono scesi in piazza per protestare contro l'ennesima manovra finanziaria nel segno dell'austerity che impone nuovi tagli e sacrifici al popolo greco.

Atene, il Parlamento sotto assedio: guarda il video

La polizia è intervenuta per disperdere la folla con il lancio di alcuni lacrimogeni: la tensione è salita alle stelle nel tardo pomeriggio, quando i dimostranti hanno risposto lanciando bottiglie molotov e incendiando i cassonetti. Il tentativo dei manifestanti di forzare i blocchi di sicurezza e assaltare il Parlamento è sfociato in uno scontro diretto con dalle forze dell'ordine, con scene da guerriglia urbana tra esplosioni e lanci di oggetti.

Nel mirino delle proteste ci sono le nuove misure di austerità richieste dalla Troika (Bce, Fmi e Ue) che il Parlamento si appresta a votare. L'approvazione del pacchetto di norme di contenimento della spesa pubblica rappresenta il primo grande test politico per il presidente greco Samaras e per la sua esile maggioranza, anche perchè da questi provvedimenti dipende la concessione di una nuova tranche di aiuti da 31,5 miliardi da parte dell'Unione Europea per evitare il default del Paese.

Le immagini impressionanti che giungono da Piazza Syntagma restituiscono tutta la frustrazione di un popolo disposto a tutto pur di impedire l'approvazione di un piano lacrime e sangue: le misure restrittive che dalla mattinata sono al vaglio dei parlamentari prevedono tagli al bilancio per 13,5 miliardi di euro per il biennio 2013-2014, che secondo i sindacati incideranno pesantemente soprattutto sulle fasce sociali già fortemente colpite dalla crisi e dalle precedenti manovre. Per questo i lavoratori sono in sciopero generale per la quarta volta dall'inizio del 2012: la protesta, indetta dalle due principali sigle sindacali, Adedy e Gsee, ha bloccato per l'intera giornata i servizi della pubblica amministrazione, i trasporti pubblici e le principali attività commerciali e professionali, con uno stop generale che va dai farmacisti, agli avvocati, agli impiegati di banca.

Non sono bastate le imponenti misure di prevenzione, con centinaia di agenti in tenuta anti-sommossa, dispiegate intorno al Parlamento per evitare l'assedio delle strade centrali di Atene, ormai accese da focolai che spuntano ad ogni angolo. Le immagini del Parlamento accerchiato dalle molotov è il ritratto del popolo greco che rifiuta i diktat euro-tedeschi. Ma l'esito della discussione parlamentare sembra scontato: nonostante la sinistra radicale abbia definito la nuova manovra "un genocidio sociale che finirà per distruggere il paese", socialisti e sinistra moderata sembrano convergere sulla necessità di sbloccare gli aiuti già promessi a luglio e non ancora arrivati.

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