Grecia, Papandreou lavora al rimpasto di governo

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I tagli e le politiche antideficit del governo della Grecia hanno scatenato l'ondata di scioperi generali che hanno portato il primo ministro greco George Papandreou ad impegnarsi a formare un nuovo governo, dopo il fallimento del suo tentativo ieri di formare un governo di unità nazionale con il principale partito d'opposizione, Nuova Democrazia (centro-destra).

Fonti governative hanno fatto sapere che l'atteso annuncio della nomina di nuovi ministri sarà fatto entro stasera. A quanto pare le discussioni sul voto di fiducia avranno inizio domenica e saranno completate entro martedì sera. Con una maggioranza di 155 deputati su 300, il partito Pasok dovrebbe riuscire ad ottenere la fiducia.

Ieri il premier Papandreou aveva detto di essere pronto a dimettersi pur di far approvare dal parlamento un piano di austerità per soddisfare le richieste di Unione europea e Fondo monetario internazionale (Fmi). Gli aiuti di Ue e Fmi, infatti, sono necessari per far uscire la Grecia dalla grave crisi in cui si trova.

Papandreou cercherà di ottenere il voto di fiducia per la nuova squadra di governo per far passare un programma quinquennale di aumenti di tasse, tagli alla spesa e dismissione di proprietà statali. Tutta una serie di misure di austerity richieste dai creditori internazionali della Grecia per evitare il default.

Secondo il leader di Nuova Democrazia, Antonio Samaras, l'unico modo per evitare la crisi è quello di andare ad elezioni anticipate, ma gli analisti ritengono che questo sia possibile solo nel caso in cui il governo non dovesse ottenere il voto di fiducia. E questa sembra essere un'ipotesi poco probabile.

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