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Grecia, referendum: Schultz attacca duramente Tsipras

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Mentre fa il giro del mondo l'immagine di un pensionato disperato e in lacrime davanti ad una banca, la Grecia si prepara al referendum che verosimilmente decideà il futuro politico e finanziario del paese ellenico.

In caso di vittoria dei sì Alexis Tsipras e Yannis Varoufakis potrebbero fare seguito alle promesse dei giorni scorsi e rassegnare le dimissioni. proprio ciò a cui punta l'Unione Europea.

Grecia, le minacce di Tsipras

Nelle ultime ore l'Ue si è schierata spudiratamente dalla parte del Sì. Martin Schulz (uno degli uomini più invisi a Silvio Berlusconi, antipatia contraccambiata) presidente del Parlamento Europeo non le ha mandate a dire.

Per Schulz, infatti, è impossibile continuare a trattare con il leader ellenico. "Non si può più parlare con Tsipras. Sta manipolando i greci", le parole rilasciate nel corso di una intervista al magazine tedesco Handelsblatt.

Per qualcuno è semplicemente il gioco delle parti. Schulz, tedesco, abbraccia la linea di Angela Merkel, laddove si registrano dei timidi passi indietro di Matteo Renzi, che in settimana aveva merkelianamente dato il proprio endorsement ai sì.

Il giudizio di Schulz è durissimo: "L'offerta che l'Unione Europea è genersoa, molto generosa. E lui l'ha rifiutata. Sta manipolando i greci e lo fa nel peggiore dei modi. Come si può pensare che possa ottenere una offerta migliore di quella che gli èstata già fatta?".

Schulz spera apertamente nella vittoria del sì. Non lo nasconde ed anzi dipinge un quadro politico che possa concretizzarsi all'indomani della vittoria dei sì. "Con la sconfitta dei no il popolo greco manderebbe a casa Syriza e con esso Tsipras. Si andrebbe avanti con un governo di transizione, con i lquale poter tornare a trattare".

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