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Grecia: risultato netto al referendum, vince il "no" con il 60%

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Il "no" vince nettamente il referendum in Grecia: gli elettori hanno bocciato il piano proposto dai creditori, dando ragione al primo ministro Alexis Tsipras. Il risultato è stato di oltre il 60% contro poco meno del 40%: un esito che ha smentito il possibile testa a testa indicato dai sondaggi e previsto da quasi tutti gli analisti.

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Per il premier è un successo personale fondamentale, che rafforza il suo mandato e allontana la paventata crisi di governo. In caso di vittoria del "sì" quasi sicuramente avrebbe rassegnato le dimissioni. La questione riguarda un altro aspetto: cosa succede ora? Gli scenari sono due. Il primo è quello migliore: il governo greco ottiene la possibilità di riaprire il negoziato su basi diverse. Per arrivare a questo, tuttavia, la Bce non deve interrompere il flusso di liquidità, altrimenti Atene finisce in default. Nel caso specifico la scadenza per una nuova intesa sarebbe il 20 luglio, giorno in cui la Grecia deve rimborsare una tranche alla Bce. Alexis Tsipras aveva proposto un taglio del debito pari al 30% in cambio di riforme sostenibili per permettere una nuova crescita dell'economia.

Il secondo scenario è quello più preoccupante: i creditori chiudono all'ipotesi di iniziare una nuova trattativa e lasciano precipitare la Grecia nel baratro con le banche senza soldi e lo Stato che non riesce a pagare stipendi e pensioni. A questo punto la fuoriuscita dall'euro sarebbe inevitabile: bisognerebbe stampare una nuova valuta per immettere liquidità. Di certo questa moneta subirebbe una forte svalutazione, complicando la situazione finanziaria del Paese.

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