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Grecia, scontri a piazza Syntagma tra manifestanti e polizia

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La Grecia è in fiamme. Quelle di piazza Syntagma ad Atene, dove sono in corso duri scontri tra polizia e manifestanti che protestano contro il duro piano di recupero imposto dall'Unione Europea e che sta per essere accettato dal parlamento greco.

O almeno così spera Alexis Tsipras, che stasera ha posto il Parlamento davanti ad un out out. O c'è il via libera all'accordo raggiunto domenica con l'Ue oppure giungeranno le sue dimissioni.

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All'interno del Parlamento è in corso la seduta fiume che confluirà nel voto sulla proposta dell'Ue accettata da Tsipras, fuori è l'inferno. Il popolo contro le forze dell'ordine.

Tra i contrari all'accordo c'è l'ex ministro dell'economia Varoufakis. Sulla stessa linea Pangiotis Lafazanis, titolare dell'energia. "Non diventeremo mai e poi mai una colonia di Berlino", le sue parole.

Panos Kammenos, ministro della Difesa, è cauto: "Voteremo solo quelle misure prese davanti al Presidente della Repubblica". Insomma, per Tsipras non sarà facile spuntarla.

Il ministo delle Finanze, Euclid Tsakalotos, ha ricordato comr mai nessuno del governo abbia detto che si trattasse di un buon accordo. "Lunedì è stata la giornata piùdifficile di tutta la mia vita, ma non avevamo scelta".

A favore del sì, dovrebbero giungere i voti di vari partiti dell'opposizione: Pasok, To Potami e Nea Demokratia, per il No invece, Alba Dorata.

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