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Grecia, ultimatum di Merkel e Hollande: "Proposte credibili o rottura". Ma Tsipras guarda alla Russia

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Potrebbe essere un martedì decisivo, quello seguente al voto che ha sancito la netta contrarietà del popolo greco al piano dell’Europa per la riconferma degli aiuti ad Atene in cambio di riforme e austerità come accaduto negli ultimi anni.

Dimissioni di Varoufakis dopo il referendum, nuovo ministro in Grecia

L’incontro di oggi tra Tsipras da un lato, Hollande e Merkel dall’altro, servirà a scoprire le carte che tutti i soggetti interessati alla trattativa tenevano in tasca dalla vigilia del referendum, aprendo o chiudendo la strada alla ripresa dei negoziati a Bruxelles.

Dopo le dichiarazioni forti di autorevoli esponenti dell’Eurogruppo come Martin Schulz e Jean Claude Juncker, rispettivamente convinti che la Grecia al più presto “avrà bisogno di aiuti umanitari per bambini e pensionati” e “ha votato su qualcosa che non esiste”, sembrano esserci ancora piccoli spiragli per il dialogo, confermati dalla prudenza di BCE e FMI sull’eventuale concessione di fondi al Paese ellenico.

(Anche gli italiani festeggiano la vittoria dei "no" al referendum in Grecia: video)

Intanto per Alexis Tsipras si aprono le porte della Russia di Vladimir Putin, potenziale interlocutore di Atene per l’immediato futuro soprattutto in caso di rottura del tavolo in Europa, mentre il governo greco si ricompatta attorno alla figura del nuovo ministro dell’Economia Euclide Tsakalotos, successore designato del dimissionario Yanis Varoufakis rispetto al quale la continuità appare fuori discussione.

“Abbiamo bisogno di proposte serie e credibili” continuano a puntualizzare parlando con una voce sola Angela Merkel e Francois Hollande, entrambi orientati sulla linea del dialogo condizionato all’abbandono delle posizioni più intransigenti da parte dei legittimi rappresentanti della Grecia.

In mancanza di un accordo sulla ristrutturazione del debito in tempi brevi, il rischio concreto è il default di Atene nella “fatidica” data del 20 luglio considerata dalla BCE (che ad oggi tiene fermi gli 89 miliardi di liquidità vincolati al rispetto degli impegni presi in passato dalla Grecia verso i creditori internazionali) l’ultimo giorno utile per evitare il crack.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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