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Grecia verso elezioni anticipate, Alexis Tsipras pronto alle dimissioni: voto a settembre 2015?

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La Grecia scivola verso le elezioni anticipate, strumento scelto dal capo del governo Alexis Tsipras per uscire dal guado di una crisi in corso da ormai oltre 2 mesi: la data del voto potrebbe essere il prossimo 20 settembre, anche se non si esclude un appuntamento con le urne nel mese successivo addirittura una settimana prima come ipotizzato dai media ellenici.

Nuovo piano di aiuti economici alla Grecia, decine di miliardi in prestito ad Atene

Una mossa, quella del premier di Atene, destinata a far salire ulteriormente la temperatura del confronto politico interno al partito di maggioranza relativa Syriza, diviso a metà tra fedelissimi di Alexis Tsipras e contrari all’accordo raggiunto poche settimane fa con la "Troika".

Intanto nelle casse statali della Grecia sono arrivati i primi 13 miliardi (seguiti da un’equivalente prestito da incassare nei prossimi mesi) concessi dall’Esm, meccanismo europeo di stabilità azionato dai leaders comunitari per aiutare Atene a rimborsare nel breve e medio periodo i creditori internazionali tramite aiuti economici vincolati al rispetto dei patti con Bruxelles, Bce e Fmi.

(Atene in cerca di stabilità politica: elezioni anticipate unica soluzione? Guarda il video)

I soldi ottenuti da Tsipras serviranno principalmente a saldare i debiti contratti dai precedessori dell’attuale governo ellenico negli ultimi due decenni, mentre l’altra faccia della medaglia di un accordo mal digerito dall’ala oltranzista del partito del primo ministro è rappresentata dalla vendita forzata dei “gioielli di famiglia” della Grecia, a partire dai porti destinati a finire in mano tedesca per finire con altri pilastri dell’economia nazionale soggetti a privatizzazione.

Col ricorso ad elezioni anticipate, il capo dell’esecutivo di sinistra radicale uscito vincitore dalle urne nel gennaio del 2015 dopo anni di alternanza tra socialisti moderati del Pasok e centrodestra filo-europeo punta a capitalizzare al massimo il consenso accumulato nel corso della prima parte del mandato, evitando l’entrata in vigore delle misure impopolari contrattate con la "Troika" dopo il plebiscito al referendum (sulla trattativa con Europa e creditori internazionali) dello scorso luglio.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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