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Grillo ai giornalisti: "Faremo i conti" e attacca Gabanelli, Floris e Rodotà

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Beppe Grillo sempre più in rotta di collisione con la stampa e ancora una volta all'attacco della Rai. In Sicilia per le elezioni amministrative del 9 e 10 giugno, il leader del Movimento 5 Stelle ha parlato chiaro (come del resto è sua abitudine): "Non ce l'ho con i giornalisti, ma io non dimentico niente", ha dichiarato durante il comizio a Mascalucia, in provincia di Catania, tirando fuori nomi e cognomi: "Faremo i conti con i Floris e i Ballarò" e pure con "Rodotà e la Gabanelli, quelli che si sono rivoltati contro".

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"Faremo un culo così all'informazione collusa, che racconta balle su balle" e sul M5S "cerca di tirare fuori cose incredibili", ha detto senza mezzi termini, e quando i presenti lo hanno applaudito, ha rincarato la dose con una battuta al vetriolo:"Loro le mani loro non le battono, le baciano...". E la stampa, in qualche modo, è stata chiamata in causa da Grillo anche nell'affaire Rodotà. Dopo aver chiarito: "Non ce l'ho con lui, ma vuole fare una sinistra con i rossi, gli arancioni... Noi abbiamo la nostra natura siamo sopra", il leader del Movimento ha infatti commentato: "Se mi avesse chiamato glielo avrei spiegato, invece ha detto tutto al Corriere della Sera". Rodotà tuttavia resta un simbolo della lotta che ispira anche i pentastellati, dal momento che Grillo ha osservato: "Perché la sinistra non l'ha fatto eleggere? Perché avrebbe fermato Berlusconi".

Un attacco durissimo, iniziato dalle pagine del blog, dove oggi l'ex comico ha postato un pezzo significativamente intitolato Rai: la voce del padrone. "Rai1, Rai2 e Rai3 sono occupate dai partiti. Non è una notizia. Non è una novità. Il vero scandalo è che questo non dà più scandalo", è l'incipit della requisitoria, che prosegue poi predicendo che un giorno "molti giornalisti" che ci lavorano dovranno "rendere conto della loro omertà, dei loro attacchi telecomandati, dei loro silenzi".

Grillo tuona contro "una Rai lottizzata. Un non luogo dell'informazione che fa rimpiangere persino l'era socialista, quando di tre assunti uno era democristiano, l'altro socialista e il terzo bravo. Ora il terzo viene spartito tra Sel e Lega" e accusa: "Quando c'è un colpo di Stato, la prima cosa messa in atto è il controllo dei mezzi di informazione". Quindi conclude: "Ora, il M5S è stufo di prendere schiaffi e di essere, allo stesso tempo, preso per il culo dalla Rai. O ci verrà affidata la presidenza della Rai al più presto, sono già passati tre mesi dalle elezioni, o ne trarremo le conseguenze".

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