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Grillo al Quirinale per le consultazioni: "Valuteremo le riforme. Dario Fo candidato al Colle"

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Sarà Beppe Grillo a salire al Quirinale per le consultazioni in rappresentanza del Movimento 5 Stelle: il leader incontrerà personalmente Napolitano nella delicatissima fase post-elettorale, quella in cui il Capo dello Stato riceve i leader di partito e di coalizione per decidere a chi affidare l'incarico di governo in base alla capacità di formare una maggioranza parlamentare stabile. Praticamente un'utopia nelle attuali condizioni politiche, in cui il risultato delle urne ci ha consergnato un Senato senza maggioranza e una fornza politica nuova è diventata (in soli tre anni) il primo partito d'Italia.

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Beppe Grillo, dopo le prime dichiarazioni a caldo di ieri sera in cui ha commentato entusiasta i risultati del Movimento 5 Stelle, è tornato a parlare oggi a Genova, fuori dalla sua villa sulla collina di Sant'Ilario, confemrando che sarà proprio lui il rappresentante del Movimento che salirà al Colle per il consueto giro di consultazioni. O al massimo lo farà il co-fondatore del Movimento Gianroberto Casaleggio: "Ci andrò io, o Casaleggio" ha detto Grillo. Inevitabile chiedersi cosa dirà al Capo dello Stato: "Beh, devo vedere - ha risposto il comico - Sono personaggi che fanno parte della storia".

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Quel che è certo è che stavolta i numeri sono sotto gli occhi di tutti: alle ultime elezioni amministrative, dopo il risultato clamoroso in Sicilia, il Presidente Napolitano aveva detto di non aver sentito alcun "boom". Adesso si ritroverà Grillo in persona al Quirinale e non potrà fare a meno di constatarne il successo elettorale. Anche perchè la posizione del M5S sarà determinante per l'assetto della nuova legislatura. A poche ore dalle parole di Berlusconi che apre all'ipotesi di un "governissimo" Pd-Pdl, o quantomeno ad un dialogo con il centrosinistra in nome della governabilità, Grillo non arretra di un passo e si dice indisponibile ad alleanze di governo. Allo stesso tempo demolisce l'ipotesi di una grande coalizione tra Bersani e Berlusconi: "Pd-Pdl insieme dureranno 7-8 mesi, non di più. È l'economia che non gli darà scampo, chiudono 1000 imprese al giorno. Non abbiamo può grandi imprese come a Ivrea, Biella e Alessandria. Questa è una guerra generazionale, siamo un popolo di vecchi".

Sull'ipotesi di un'accordo per garantire la tenuta della legislatura, Grillo pone come condizione imprescindibile l'accettazione totale del programma elettorale del Movimento 5 Stelle. Un esempio su tutti, fermare la costruzione della Tav: "Se non ci sono soldi non si fanno le grandi opere, né la Tav né la Gronda. Per chi perderà il lavoro noi proponiamo il reddito di cittadinanza". L'atteggiamento nei confronti delle altre forze in Parlamento sarà comunque collaborativo: "Noi non siamo contro il mondo. Vedremo riforma per riforma, legge su legge. Se ci sono proposte che rientrano nel nostro programma, le valuteremo".

Sul Quirinale, invece, Grillo ha già le idee molto chiare: "Come presidente della Repubblica mi piacerebbe Dario Fo. E' un premio Nobel con grande lucidità. E' un ragazzo, ha capito subito cosa stava succedendo. E' una mente aperta e noi abbiamo bisogno di menti aperte". Il leader ha poi specificato che il nome del candidato al Colle per il M5S sarà scelto online.

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