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Grillo condanna i politici 5 Stelle: 'Pagare per andare in tv è come un funerale'

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La risposta di Beppe Grillo non si è fatta attendere e non è stata certo comprensiva: il polverone sollevato dalle dichiarazioni del consigliere regionale dell’Emilia Romagna Giovanni Favia, che ha candidamente ammesso di pagare le emittenti locali per essere ospitato in tv, non ha certo lasciato indifferente il fondatore del Movimento 5 Stelle. Da sempre contrario alla partecipazione a programmi televisivi, perfino quelli di un amico come Michele Santoro, il comico genovese prestato con successo alla politica ha fortemente stigmatizzato il comportamento di Favia dalle pagine del suo blog.

I politici del Movimento 5 Stelle pagano per avere spazi tv: leggi la news

"Pagare per andare in televisione per il MoVimento 5 Stelle è come pagare per andare al proprio funerale, anche se è certamente lecito – ha scritto Grillo - La mia è un'opinione molto radicata, altri magari ne hanno di diverse". Già, altri hanno idee alquanto diverse, perché anche il consigliere regionale piemontese Davide Bono ha comprato spazi autogestiti. Ma Grillo precisa che la linea del Movimento resta quella di sempre. Ovvero, niente contributi elettorali, né soldi da investire nei canali tradizionali, in coerenza con l’apologia del web che ha sempre contraddistinto il comico.

"L’eventuale spesa per inserzioni televisive – continua Grillo - è coperta dalla differenza tra lo stipendio 'auto ridotto' di un consigliere regionale del M5S, circa 2.500 euro, e lo stipendio 'normale' di 10.000 euro e altri benefit. I soldi pubblici e il M5S sono inconciliabili. Per questo proporrò a tutte le prossime liste regionali, prima di presentarsi, di impegnarsi a restituire alla Regione, o a un istituto di pubblico interesse regionale, la differenza tra lo stipendio percepito e quello regionale”.

In un successivo post Grillo si scaglia contro l’informazione italiana, accusata di aver orchestrato una campagna diffamatoria contro il Movimento 5 Stelle, iniziata dopo la vittoria di Parma, dove il grillino Pizzarotti ha conquistato la carica di sindaco. Da allora, secondo il comico, "i quotidiani, e le testate on line che vivono di notizie 'copia e incolla' e rimbalzano le falsità, insultano, diffamano, spargono menzogne, inventano fatti, creano dissidi inesistenti, diffondono odio su di me e sul MoVimento 5 Stelle. Danno spazio a personaggi che non intervisterebbe neppure un giornalino scolastico, scavano nel passato e osservano con una gigantesca lente di ingrandimento il presente dei consiglieri 5 Stelle per trovare il più piccolo indizio per dimostrare che il M5S è uguale agli altri, peggio degli altri e, se messo alla prova, ruberebbe più di qualunque partito. Nulla gli è perdonato, soprattutto l’onestà”. Insomma, una caccia all’ultimo dettaglio utile per scalfire il consenso crescente del Movimento 5 Stelle nel Paese, che secondo i sondaggi potrebbe portarlo a diventare la seconda o la terza forza politica del Paese.

Strumento di questa campagna diffamatoria è anche la tv italiana, paragonata da Grillo alla radio delle mille colline rwandese, che nel ’94 incitava al genocidio: attraverso giornalisti prezzolati e servili, denuncia il comico, i nostri media sono al lavoro per conservare lo status quo e mantenere il potere politico saldamente nelle mani della Casta. Ma Grillo sfida tutti e si paragona addirittura alla Procura antimafia di Palermo di Falcone e Borsellino, che combatteva da sola un cancro sociale. "Falcone, al tempo del maxi processo, ebbe a dire che gli sembrava che gran parte dei siciliani stesse assistendo a un incontro tra la Procura di Palermo e la mafia come degli spettatori dagli spalti. Qualche volta ho un’impressione simile. Mi trovo in un’arena con gli altoparlanti che incitano gli avversari, ma anche il pubblico, a colpire il Movimento 5 Stelle, causa di tutti i mali, concentrato di populismo e demagogia, unico vero problema dell’Italia. Di quest’Italia marcia…”. Per tutti, l’appuntamento è alle prossime elezioni: "Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere" conclude Grillo.

Favia risponde a Grillo: guarda il video

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