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Grillo contro Boldrini: "Studi la Costituzione"

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Laura Boldrini riprende Beppe Grillo per le dichiarazioni in cui il leader del Movimento 5 Stelle definisce il Parlamento "un simulacro, un monumento ai caduti, la tomba maleodorante della Seconda Repubblica" e dichiara: "O lo seppelliamo o lo rifondiamo", definendole "scomposte e offensive", e il comico dal suo blog risponde: "Boldrini, studi la Costituzione!".

Beppe Grillo sul blog: "Parlamento inutile: tomba maleodorante della Seconda Repubblica"

E' botta e risposta tra la Presidente della Camera e Grillo, con la prima che ancora una volta chiede di abbassare i toni - "lanciare invettive è facile", scrive su Facebook - e sottolinea l'impegno del Parlamento a "cambiare le cose" e il leader pentastellato che invece non non solo continua a tenerli alzati, ma se possibile li fa salire ancora, accusando Boldrini di essere stata "'nominata' alla Camera per grazia di Vendola, entrata in Parlamento grazie alla coalizione farlocca con il pdmenoelle, subito rinnegata (a parole) per occupare le poltrone dovute all'opposizione, eletta presidente della Camera a tavolino in una notte, ha un piccolo problema" e poi affermando, in sostanza, che la presidente della Camera parla a vanvera.

"(Boldrini, ndr) non legge le mie dichiarazioni prima di parlare o, cosa più grave, non è in grado di capirle", scrive infatti Grillo, ribadendo che "il M5S vuole da sempre la centralità del Parlamento. Il resto sono balle", autoassolvendosi dalle accuse di screditarne il lavoro. Alle parole di Boldrini, che scrive: "Le dichiarazioni di Beppe Grillo, scomposte e offensive, tendono di nuovo a colpire il Parlamento e quindi la democrazia. Sono dannose per il paese, per la sua immagine all'estero, per chi lavora a rinnovare le istituzioni rendendole più sobrie, efficaci e trasparenti e per gli stessi deputati del gruppo M5S, presenti con grande impegno nell'attività della Camera", il leader dei 5 Stelle replica infatti: "Nel mio intervento ho denunciato che da vent'anni il Parlamento viene spogliato dei suoi poteri, sanciti dalla Costituzione, senza che nessun partito abbia da ridire".

Grillo continua a sostenere la sua linea di opinione, che è quella di "un Parlamento di 'nominati' dai partiti, non di votati dai cittadini", che non ha neppure la prerogativa di "sfiduciare il Governo, come è stato per Berlusconi e Monti, e che prende ordini dai partiti". "Questo è il Parlamento oggi. Negarlo è negare la realtà", conclude Grillo, che alla presidente della Camera dice ancora: "Studi la Costituzione, cara Boldrini, e la legga attentamente prima di commentare le mie parole a uso suo e dei partiti", continuando a portare avanti in modo sempre più netto la convinzione che di ogni sua parola sia fatto un uso travisato, fazioso, studiato per screditarlo. Vittoria o sconfitta per colui che da sempre si definisce alfiere della Rete e della comunicazione libera?

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