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Grillo e M5S da Napolitano al Quirinale, dalle 11 l'incontro

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15.04 Sul blog di Beppe Grillo è stato pubblicato il testo integrale del discorso del leader M5S a Giorgio Napolitano.
"Al Presidente della Repubblica Italiana, ho chiesto questo incontro, di cui la ringrazio per la sollecitudine, per esprimerle direttamente le mie preoccupazioni sulla situazione economica, sociale e politica del Paese convinto che misure urgenti e straordinarie, pari a quelle di un’economia di guerra, non possano più aspettare oltre, neppure un giorno. L’Italia si avvia verso la catastrofe. Chi è oggi al governo del Paese è responsabile dello sfacelo, sono gli stessi che ne hanno distrutto l’economia. Questa classe politica non è in grado di risolvere alcun problema. E’ essa stessa il problema. Il Governo delle Larghe Intese, voluto fortemente da lei, tutela soltanto lo status quo e gli interessi di Berlusconi, che in qualunque altra democrazia occidentale non sarebbe ammesso ad alcuna carica pubblica, e tanto meno in Parlamento. La Nazione è una pentola a pressione che sta per saltare, mentre, ormai da mesi, il Governo Letta si balocca con il rinvio dell’IMU e la cancellazione di un punto dell’IVA senza trovare una soluzione. I numeri dello sfacelo sono sotto gli occhi di chiunque voglia vederli, e sono drammatici. Il tasso di disoccupazione più alto dal 1977, il crollo continuo della produzione industriale, che si attesterà a meno tre per cento nel 2013, la continua crescita del debito pubblico che è arrivato a 2.040 miliardi di euro, il fallimento delle imprese che chiudono con il ritmo di una al minuto, una delle tassazioni più alte d’Europa, sia sulle imprese che sulle persone fisiche, gli stipendi tra i più bassi della UE, il crollo dei consumi, persino degli alimentari, l’indebitamento delle famiglie. E’ una Caporetto e sul Piave non c’è nessuno, sono tutti nei Palazzi a rimandare le decisioni e a fare annunci. Il Parlamento è espropriato dalle sue funzioni, la legge elettorale detta Porcellum è incostituzionale e i parlamentari sono stati nominati a tavolino da pochi segretari di partito. Il Governo fa i decreti legge senza che sia dato il tempo minimo per esaminarli e il Parlamento approva a comando. Non siamo più da tempo una repubblica parlamentare, forse neppure una democrazia. Il debito pubblico ci sta divorando, paghiamo di interessi circa 100 miliardi di euro all’anno, che crescono ogni giorno. Solo quest’anno per non fallire dovremo vendere 400 miliardi di euro di titoli. Le entrate dello Stato sono di circa 800 miliardi all’anno, un euro su otto serve a pagare gli interessi sul debito. Né Berlusconi, né Monti, né Letta hanno bloccato la spirale del debito pubblico, che cresce al ritmo di 110 miliardi all’anno. Gli interessi sul debito e la diminuzione delle entrate fiscali, dovute al fallimento di massa delle imprese, alla disoccupazione e al crollo dei consumi, rappresentano la certezza del prossimo default. Non c’è scelta. Il debito pubblico va ristrutturato. Gli interessi annui divorano la spesa sociale, gli investimenti, la ricerca. E’ come nella Storia Infinita, dove il Nulla divorava la Realtà: l’interesse sul debito sta divorando lo Stato Sociale. Si può rimanere nell’euro, ma solo rinegoziando le condizioni. O attraverso l’emissione di eurobond che ritengo indispensabile o, in alternativa, con la ristrutturazione del nostro debito, una misura che colpirebbe soprattutto Germania e Francia che detengono la maggior parte del 35% dei nostri titoli pubblici collocati all’estero. Non possiamo fallire in nome dell’euro. Questo non può chiederlo, né imporcelo nessuno. A fine 2011 i titoli di Stato italiani presenti in banche o istituzioni estere erano il 50%, le nostre banche grazie al prestito della BCE dello scorso anno, prestito garantito dagli Stati e quindi anche da noi, si sono ricomprati circa 300 miliardi dall’estero, tra titoli in scadenza e rimessi sul mercato, questo invece di dare credito alle imprese. E siamo scesi al 35%. E’il miglior modo per fallire. Quando ci saremo ricomprati tutto il debito estero e non avremo più un tessuto industriale collasseremo e la UE rimarrà a guardare, come è successo in Grecia. Ora disponiamo di un potere contrattuale, ora dobbiamo usarlo. L’Italia ha l’assoluta necessità di aiutare le imprese con misure come il taglio dell’Irap, una tassazione al livello della media europea, con servizi efficienti e meno costosi, con la protezione del Made in Italy assegnato solo a chi produce in Italia e con l’eventuale applicazione di dazi su alcuni prodotti. Allo stesso tempo è urgente l’introduzione del reddito di cittadinanza, nessuno deve rimanere indietro. Ci preoccupiamo dei problemi del mondo quando non riusciamo ad assistere gli anziani e non diamo possibilità di lavoro ai nostri ragazzi che devono emigrare a centinaia di migliaia. Reddito di cittadinanza e rilancio delle PMI sono possibili da subito con il taglio ai mille privilegi e alle spese inutili. Ne elenco solo alcuni. Eliminare le province, portare il tetto massimo delle pensioni a 5.000 euro, tagliare finanziamenti pubblici ai partiti e ai giornali, riportare la gestione delle concessioni pubbliche nelle mani dello Stato, a iniziare dalle autostrade, perché sia l'Erario a maturare profitti e non aziende private come Benetton o, dove questo non sia possibile, ridiscutere le condizioni, eliminare la burocrazia politica dalle partecipate dove prosperano migliaia di dirigenti, nazionalizzare il Monte dei Paschi di Siena, eliminare ogni grande opera inutile come la Tav in Val di Susa e l'Expo di Milano, ridurre drasticamente stipendi e benefit dei parlamentari e di ogni carica pubblica, cancellare la missione in Afghanistan, fermare l'acquisto degli F35. Potrei continuare a lungo. Queste misure non possono essere prese dall’attuale classe politica perché taglierebbe il ramo su cui si regge. Questo Parlamento non è stato eletto dagli italiani, ma dai partiti e dalle lobby. Non può affrontare una situazione di emergenza nazionale, di economia di guerra, perché deve rispondere ai suoi padrini, non ai cittadini. Le chiedo perciò di fare abrogare l’attuale legge elettorale in quanto incostituzionale, di sciogliere il Parlamento e di ritornare alle urne. L’autunno è alle porte insieme al probabile collasso economico. I problemi si trasformeranno da politici a sociali, probabilmente incontrollabili. Non c’è più tempo. Lei ha volutamente tenuto sulle sue spalle grandi responsabilità quando avrebbe potuto e forse dovuto declinarle. Lei è ormai diventato lo scudo, il parafulmine di partiti che non hanno saputo né governare, né riformarsi e da ritenersi, nel migliore dei casi, degli incapaci. Non è questo il suo compito, ma quello di rappresentare gli interessi del popolo italiano." Beppe Grillo

Alla fine, oggi è il gran giorno: Beppe Grillo al Quirinale incontrerà Giorgio Napolitano. Il leader del Movimento 5 Stelle - al centro di un'infuocata polemica sul web per alcune foto di lui al mare nel weekend a ridosso della data ipotizzata inizialmente per l'appuntamento al Colle (lo scorso venerdì) - oggi sarà a Roma per parlare con il Capo dello Stato.

Beppe Grillo al mare in Sardegna: polemica sul web per l'incontro con Napolitano rinviato

Un incontro chiesto in maniera provocatoria da Grillo sul proprio blog e accolto invece in maniera istituzionale da Napolitano, al quale il leader dei 5 Stelle si presenterà accompagnato dai capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Nuti e Nicola Morra. Voci danno per probabile pure la presenza di Gianroberto Casaleggio, ma al momento sulla partecipazione del co-fondatore del Movimento non c'è alcuna ufficialità.

Napolitano invita Grillo al Colle: "Ma non sarà incontro privato"

Per sapere se anche il guru mediatico dei pentastellati sarà della partita bisognerà dunque aspettare le 12, ora dell'appuntamento. Ma forse qualcosa in più si scoprirà già prima: i grillini di Roma, infatti, hanno fatto partire un tam tam su Twitter per ritrovarsi alle 11 davanti al Quirinale e sostenere con la propria presenza Grillo e la delegazione 5 Stelle. Non è chiaro se sarà anche occasione di un incontro tra il leader e gli attivisti.

Quello che è certo, invece, è che dalle 13.15 Beppe Grillo incontrerà eccezionalmente i giornalisti in sala Nassyria per una conferenza stampa che sarà trasmessa in diretta streaming sul canale web del Senato.

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AGGIORNA LA DIRETTA

13.04 Non potrà iniziare puntuale (alle 13) la conferenza stampa organizzata in Senato. La delegazione M5S si trova ancora a colloquio con Napolitano.

12.58 Continua l'incontro tra il Capo dello Stato e i fondatori del Movimento 5 Stelle.

12.28 Su Facebook il capogruppo Nicola Morra poco prima di entrare al Quirinale: "Stiamo andando dal Presidente della Repubblica a esprimere la nostra profonda preoccupazione: il paese è al collasso e non può assistere alla sua stessa dissoluzione mentre il Parlamento si irrigidisce sempre di più sottostando al volere e alle necessità dei soliti noti. Non possiamo sostenere questa situazione".

11.56 Tra qualche minuto (alle 12) l'incontro tra Napolitano, Grillo e Casaleggio.

11.50 Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sono arrivati intorno alle 11.30 al Quirinale, seguiti dopo circa mezz'ora dai mezz'ora dai capigruppo Nuti e Morra.

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