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Grillo: "Ok a Pd-Pdl al governo per legge elettorale e tagli alla politica"

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Update 11.51
Sul suo blog Beppe Grillo 'frena' circa la possibilità di sostenere un 'governissimo' dichiarata al settimanale tedesco Focus. In un post scriptum in calce all'intervento di venerdì - quello del "mercato delle vacche" - il leader del M5S infatti scrive: "Per quanto mi riguarda, lo ripeto per l'ultima volta, il M5S non darà la fiducia a nessun governo (tanto meno a un governo Pd - Pdl), ma voterà legge per legge in accordo con il suo programma".

Strategia o provocazione? Beppe Grillo continua lungo la linea del no ad alleanze e inciuci di sorta, ma intanto al settimanale tedesco Focus dice che il Movimento 5 Stelle sarebbe disposto a sostenere un governo Pd-Pdl che votasse come primi provvedimenti la nuova legge elettorale e la riduzione dei costi della politica.

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"Se Bersani e Berlusconi proponessero l'immediata modifica della legge elettorale, la cancellazione dei rimborsi elettorali e la durata massima di due legislature per ogni parlamentare, sosterremmo ovviamente subito un governo del genere", ha affermato Grillo nell'intervista, aggiungendo però di ritenere che i due "non lo faranno mai, stanno solo bluffando per guadagnare tempo". E qui, dunque, ecco la provocazione: con regole chiare e obiettivi precisi il M5S c'è, ma sappiamo perfettamente che sono condizioni che Pd e Pdl non accetteranno mai. Ma Grillo si spinge anche oltre e afferma: "Ai vecchi partiti dò ancora sei mesi e poi è finita".

Secondo il leader del M5S, infatti, il sistema-Italia è al collasso e oltre la deadline da lui fissata non ci saranno più i soldi per "pagare né le pensioni, né gli stipendi pubblici". Uno scenario per il quale Grillo ritiene inevitabile la rinegoziazione del debito pubblico, che va assolutamente fatta e pure in fretta: "Siamo schiacciati non dall'euro, ma dai nostri debiti, con 100 miliardi di euro all'anno di interessi siamo morti, non ci sono alternative". Pace fatta con la moneta unica, allora? Insomma: il leader del M5S, infatti, afferma anche che se le condizioni dell'Italia non dovessero migliorare, il Paese dovrà uscire dall'Euro e tornare alla Lira.

Da ultimo, Grillo riserva una riflessione al risultato elettorale ottenuto, confermando quanto già detto pochi giorni prima de voto: "Saremmo stati forse un po' preoccupati se avessimo ottenuto subito la maggioranza. Questa è stata solo la prova generale", ha dichiarato infatti il leader del M5s, con un assist a una legittima domanda: lo 'tsunami' grillino alle politiche 2013 è stato solo la prima spallata al sistema, mentre l'ostracismo a qualsiasi tipo di alleanza sarà il colpo di grazia? Il dubbio è lecito, così come è lecito chiedersi se c'è un progetto di cui Grillo non vuole parlare e, soprattutto, domandarsi: che cosa verrà dopo?

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