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Grillo scarica Favia: "Non caccio nessuno, ma non mi fido di lui". E spunta il Pd

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Il botta e risposta Grillo-Favia entra finalmente nel vivo: dopo il silenzio degli ultimi giorni, il comico genovese ha rotto gli indugi e ha definitivamente scaricato il consigliere regionale protagonista della clamorosa denuncia sull'assenza di democrazia interna nel Movimento 5 Stelle. Dichiarazioni raccolte da un microfono nascosto durante uno "sfogo privato", come l'ha definito lo stesso Favia ai microfoni di Lilli Gruber a Otto e mezzo, ma talmente esplosive da scatenare la prima vera grana politica per i grillini.

Giovanni Favia ospite a Otto e mezzo: "Grillo conta quanto me"

La polemica con i vertici del Movimento (che in realtà si fa vanto di essere una struttura non verticistica) vede ormai Favia nel ruolo del battitore libero: tornando in tv ha infranto ancora una volta il veto del "Non Statuto" grillino che impone di stare alla larga dai salotti televisivi, ma l'ha fatto perchè impossibilitato a rispondere efficacemente alle accuse che gli sono piovute addosso con i pochi mezzi a sua disposizione. A quel punto lo stesso Grillo ha abbandonato ogni riserva: se finora aveva poeticamente invitato il consigliere a tirarsi fuori dal progetto politico, con tanto di citazione di De Andrè, dopo le dichiarazioni polemiche e quasi in tono di sfida di Favia a Otto e mezzo, ha abbandonato ogni diplomazia.

"Io non caccio nessuno, ma Favia non ha più la mia fiducia": così Grillo, a poche ore dalla nuova apparizione di Favia su La7, ha risposto ai tanti che gli chiedevano delle sorti del consigliere. Un messaggio rivolto più ai militanti che allo stesso Favia, il quale ha snobbato il leader sostenendo che le sue eventuali dimissioni saranno decise dai cittadini che lo hanno eletto, non certo calate dall'alto.

La speranza di Grillo è che la frase lapidaria pubblicata sul suo blog metta fine al duello politico-mediatico nato dopo lo scoop di Piazzapulita. Un colpo che certo non sta giovando all'immagine del Movimento, soprattutto considerando il clima già pienamente da campagna elettorale. Ne è stata una conferma la scarsa affluenza alla manifestazione di sabato al Teatro Smeraldo a Milano, per festeggiare i tre anni dal lancio del simbolo 5 Stelle. E lo confermano anche le continue richieste di chiarimento a Grillo sul ruolo di Gianroberto Casaleggio, personaggio enigmatico e misterioso che si è guadagnato anche l'imitazione di Maurizio Crozza nella prima puntata di Ballarò. E gli ultimi sondaggi danno il Movimento al 14,3%, in calo di oltre due punti rispetto a un mese e mezzo fa.

A Ballarò Crozza imita Grillo e Casaleggio

Intanto Favia incassa il sostegno del Pd, o meglio, di uno dei giovani eretici del Partito di Bersani, il consigliere regionale lombardo Pippo Civati, che gli tende inaspettatamente una mano: "Sì, candiderei Giovanni Favia nel Pd - afferma Civati ospite della trasmissione Citofonare Adinolfi - candiderei tutti quelli che credono nella politica e hanno un pensiero libero, come Favia sta dimostrando". E pensare che i conrasti con Casaleggio erano sorti proprio perchè quest'ultimo era convinto che Favia fosse interessato a passare al Pd, in vista dell'impossibilità di ricandidarsi con il Movimento perchè già al secondo mandato. A frenare gli entusiasmi ci pensa il segretario bolognese dei democratici Raffaele Donini: "Definire libero pensatore chi è costretto a far una battaglia politica sulla base di dichiarazioni estorte fuori onda mi sembra un po' impegnativo. Abbiamo tanti giovani (...) che possono interpretare al meglio questa nuova fase politica". Come sempre, il Pd diviso anche su problemi non suoi.

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