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Grillo, vilipendio a Napolitano: "Nessuno al sicuro da una denuncia" e accusa: "Sistema ci odia"

  • beppegrillo.it

"Chi può essere al sicuro di un'eventuale denuncia per una critica al Presidente della Repubblica?". Questo si chiede - polemicamente - Beppe Grillo sul suo blog dopo che il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ha dato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore (Salerno) autorizzazione a procedere contro 22 utenti del sito del del leader del Movimento 5 Stelle riconosciuti colpevoli di vilipendio nei confronti di Giorgio Napolitano.

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I fatti risalgono a maggio del 2012. All'epoca Grillo aveva pubblicato sul blog un post che aveva come oggetto proprio il Capo dello Stato, scatenando una valanga di commenti, molti dei quali gravemente lesivi della figura istituzionale di Napolitano. Per questo è scattata un'indagine che dopo diversi mesi ha portato all'individuazione di 22 persone, che sono state indagate per "offesa all'onore e al prestigio del presidente della Repubblica". Il leader pentastellato non è tra loro, ma la decisione del Guardasigilli e le ultime notizie circolate non gli sono andate giù, spingendolo a scrivere un nuovo post che, "per evitare denunce a chicchessia sarà, per la prima volta nella storia del blog, senza possibilità di commento. In futuro, magari, diventerà la regola per tutta la Rete in Italia".

Insomma, è polemica aperta tra Grillo e il Capo dello Stato, con il comico che prima riporta un suo pezzo del 31 maggio 2012, Il vilipendio ai tempi di Internet, in cui invita "il Presidente della Repubblica a chiedere l'abolizione dell'articolo 278 (Offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica, ndr), sconosciuto nella maggior parte delle democrazie occidentali", e poi polemicamente conclude: "Allora, per difendersi, l'unico mezzo è non scrivere più nulla. Bocche cucite. Dita bloccate sulla tastiera. Commenti oscurati".

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Parole durissime, alle quali ha replicato l'altro giorno Pasquale Cascella, ex portavoce del Capo dello Stato e attuale candidato sindaco di Barletta, che ha twittato: "Grillo deve avere collaboratori sonnacchiosi: non sanno nemmeno segnalare quel che Napolitano ha detto sul vilipendio", riferendosi a quando nel 2009, in occasione della Giornata dell'Informazione, il Presidente aveva invitato "chiunque abbia titolo per esercitare l’iniziativa legislativa" a "liberamente proporre l'abrogazione" di detto articolo del Codice Penale.

Una posizione alla quale, però, il leader 5 Stelle non sembra credere. Intervistato da La Stampa, proprio durante la tappa a Barletta del Tutti a Casa Tour, a proposito dell'eventuale chiusura del suo blog, Grillo ha detto: "Secondo me ci provano, a bloccare i server. È significativo che sia venuta la polizia, non la polizia postale. In questo io vedo una stretta". Il comico ha quindi aggiunto: "Naturalmente la rete non la puoi chiudere, ciò che chiudi da una parte rispunta dall'altra, me lo disse anche l'ambasciatore cinese quando ci siamo incontrati, e se lo dice lui... Però è un segnale di quanto il sistema ci odia", concludendo: "Mi vogliono demolire persino sui soldi, io che non ho mai toccato diecimila lire in vita mia".

Un evento pressoché unico, quello della chiacchierata con il quotidiano torinese, durante il quale Grillo ha anche chiarito che "col blog siamo in pari, ci costa sui duecentomila euro l'anno, li copriamo con la pubblicità, ci sono tre persone che ci lavorano a tempo pieno", mentre per quanto riguarda i libri il volume che guadagna di più è "quello con Fo e Casaleggio, per Chiarelettere, e il ricavato andrà tutto in beneficenza", risponendo così alle accuse di chi sostiene che lui e il guru speculino con l'attività del Movimento.

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