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Grillo vs Pd: "Boldrini e Grasso foglie di fico", Bersani: "5 Stelle? Come Lenin"

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Dopo il post di ieri con il quale ha 'minacciato' di epurazione i 5 Stelle che nell'elezione del presidente del Senato non hanno rispettato la regola delle "votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S" e dunque hanno dato la propria prefernza a Pietro Grasso, oggi Beppe Grillo dal suo blog è tornato alla carica contro il Pd e Pierluigi Bersani.

Grillo contro senatori disobbedienti: "Chi ha mentito a elettori ne tragga conseguenze"

"I parlamentari del pdmenoelle non riescono a esprimere un loro candidato", scrive il leader del Movimento, "sanno di essere impresentabili" e per questo hanno deciso di giocare "l'unica carta" rimasta loro, ovvero "quella della foglia di fico" Laura Boldrini e Pietro Grasso. "Franceschini e la Finocchiaro erano indigeribili per chiunque, anche per gli iscritti", continua Grillo, aggiungendo che i due eletti, invece continuano "la linea già tracciata da Doria e Ambrosoli",ma che comunque "dureranno lo spazio di una legislatura che si annuncia breve".

Il leader dei 5 Stelle, infatti, è convinto che quanto prima (a giugno?) si tornerà a votare, a maggior ragione perché, in vista dell'elezione del Presidente del Consiglio e di quello della Repubblica, si dice certo che il "candidato di pdl e di parte (gran parte?) del pdmenoelle è Massimo D'Alema", un personaggio "irricevibile dall'opinione pubblica. Un fiammifero in un pagliaio". "Il Paese non reggerebbe a sette anni di inciucio", conclude Grillo, definendo "graditi" "un passo indietro preventivo e una smentita, anche indignata per le 'voci infondate'".

Pietro Grasso presidente del Senato 2013

Pierluigi Bersani però non ci sta e dopo aver risposto questa mattina alle domande di Maria Latella per Sky Tg24, tracciando un quadro di quelle che saranno le prossime mosse del partito, oggi pomeriggio ha replicato a distanza al leader dei 5 Stelle, bocciando categoricamente l'ipotesi di un voto tra pochi mesi e paragonando il Movimento al leninismo.

"La situazione non è facile e credo che chi parla troppo facilmente di elezioni anticipate non sappia bene quello che dice", ha tuonato Bersani in risposta alla "legislatura breve" di Grillo, attaccando poi duramente il Movimento 5 Stelle: "Fa riunioni chiuse e poi vuole lo streaming quando va dal Capo dello Stato, secondo un antico e conosciuto leninismo". "Sono un cuneo... 'Mi organizzo più o meno segretamente e poi approfitto di tutti gli spazi che la borghesia cogliona e capitalista mi offre': non sono grandissime novità", ha chiosato il segretario del Pd.

Laura Boldrini presidente della Camera 2013

Per quanto riguarda invece due argomenti che potrebbero rappresentare un punto di incontro tra il Pd e il M5s, ovvero il finanziamento ai partiti e il conflitto di interesse, Bersani ha promesso "entro luglio" una legge sul primo, pur ribadendo di non essere "disposto a rinunciare al concetto di finanziamento alla politica, perché senza soldi non si fa nulla, non si monta un palco. Noi del Pd non abbiamo miliardari, abbiamo volontari", mentre per il secondo ha detto "Siamo pronti, è una delle prime cose da fare".

Da ultimo, il segretario del Pd a proposito del prossimo governo ha dichiarato che dovrà avere "il segno di cambiamento, su punti urgenti come la moralità pubblica e il lavoro" e che "non ci sono le condizioni" perché funzionino "accordi preventivi", auspicando che Giorgio Napolitano - autore proprio oggi di un richiamo alle forze istituzionali - "prenda in mano la situazione": "È una strada molto stretta, ma altre strade si rivelerebbero anche più strette. Tutte le soluzioni che prevedessero una compartecipazione delle forze dovrebbero essere larghissime e unanimi".

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