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Guerra in Libia, i bombardamenti della Nato. Vittime tra i civili

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Prosegue l'intervento Nato in Libia. L'organizzazione internazionale ha ammesso di aver provocato vittime civili in un raid su Tripoli, nella notte tra sabato e domenica, a causa di un 'malfunzionamento del sistema'. Secondo i libici nel bombardamento che ha distrutto una casa di Tripoli sono morti 9 civili, tra cui due bambini, e sono rimaste ferite 18 persone.

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Attraverso un comunicato l'Alleanza ha fatto sapere: 'L'obiettivo del raid era colpire un deposito di missili. Tuttavia, sembra che un'arma non abbia colpito il bersaglio e che a causa di un malfunzionamento del sistema dei caccia possa aver causato vittime civili'.

Nel comunicato il generale canadese Charles Bouchard, comandante dell'operazione in Libia, ha aggiunto: 'La Nato si rammarica per la morte di civili innocenti'. L'organizzazione internazionale ha poi ricordato di aver condotto oltre 1.500 attacchi in Libia e che 'ogni operazione viene preparata e messa in atto con grande cura per evitare vittime civili'.

Ma in una conferenza stampa il ministro degli Esteri libico, Abdelati Obeidi, ha detto: 'Non perdoneremo mai, non dimenticheremo mai. Noi siamo qui, sulla nostra terra, uniti attorno al nostro leader, pronti alla pace e a combattere per la nostra libertà e il nostro onore'. I ribelli che combattono contro le forze governative hanno tuttavia affermato che la responsabilità per le morti civili è del Colonnello Muammar Gheddafi che ha fatto piazzare le installazioni militari vicino alle case dei civili.

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