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Guerra in Libia, passa la mozione della Lega

La mozione presentata dalla Lega per fissare una data certa alla fine della missione italiana in Libia (leggi la notizia) è passata. E' stato trovato un accordo nella maggioranza. A renderlo noto il capogruppo della Lega alla Camera Marco Reguzzoni. Lasciando Palazzo Chigi al termine del vertice tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e i capigruppo della maggioranza, Reguzzoni ha assicurato: 'L'accordo è stato considerato soddisfacente per il mio partito'.

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Dopo essere stato informato dell'esito del vertice di maggioranza svoltosi in mattinata a Roma per trovare un'intesa, il leader della Lega Umberto Bossi ha detto: 'La mozione della Lega passa e la vota anche Berlusconi'. Bossi non ha partecipato al vertice perché, come spiegato da Reguzzoni, impegnato in Lombardia. L'esponente del Carroccio ha fatto sapere: 'Bossi era in Lombardia, ma l'abbiamo sentito ed è assolutamento d'accordo'. A quanto pare, dunque, il Senatùr si è detto d'accordo sui termini dell'intesa raggiunta tra Pdl e Lega.

A tal proposito Reguzzoni ha spiegato: 'Il governo si impegnerà con gli alleati nel fissare una data della fine della missione e poi comunicarla al Parlamento'. E ancora: 'Il testo non è stato modificato, ma è stato aggiunto un settimo punto che riguarda la razionalizzazione delle missioni in corso'.

Il governo non cade, dunque, ma resta ben saldo al suo posto. La maggioranza sembra essersi ricompattata. I punti sui quali la Lega sembrava inamovibile erano essenzialmente due: la fissazione di una data precisa per il disimpegno dalla missione in Libia e la questione del suo finanziamento, che non deve prevedere ricarichi fiscali ai danni dei contribuenti. Dal vertice di maggioranza sembra essere scaturita un'intesa che vede marciare di pari passo Lega e Pdl, peccato però che la Nato abbia fatto sapere di non essere in grado di fissare un termine alla durata della missione militare in Libia.

Nel corso del vertice Berlusconi pare aver invitato tutti a lasciare da parte le divisioni. Spiegando poi il senso dell'accordo raggiunto, il premier ha sottolineato che l'impegno dell'Italia in Libia non deve comportare vittime civili e, se voluta, ha considerato un fatto molto grave l'uccisione del figlio del Colonello Muammar Gheddafi, Saif al-Arab, perché non rientrerebbe tra gli obiettivi della missione alleata.

 (foto © LaPresse)

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